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L’Avis chiede un aiuto per aumentare le donazioni

L’Avis chiede un aiuto per aumentare le donazioni

CECINA. Sono 1800 i donatori di sangue a Cecina. Un numero che l'Avis intende aumentare e, per farlo, chiede l'aiuto e il supporto dell'Arci. Tutti i circoli, i consigli e i soci saranno oggetto di...

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CECINA. Sono 1800 i donatori di sangue a Cecina. Un numero che l'Avis intende aumentare e, per farlo, chiede l'aiuto e il supporto dell'Arci.

Tutti i circoli, i consigli e i soci saranno oggetto di una campagna informativa rivolta alla buona pratica della donazione del sangue, un'attività che, stando ai numeri, non lascia indifferenti i cittadini.Un'azione congiunta di solidarietà, una "solidarietà che non ha confini, perché il sangue è uguale ovunque, in qualsiasi parte del mondo - tiene a precisare il Presidente dell'Avis, Massimo Simoncini - ed è un gesto gratuito, una scelta volontaria di persone che decidono di regalare una parte del proprio corpo gratuitamente e spontaneamente, e questa è una cosa che non ha confini, che ci accomuna".

Superata la cronica emergenza estiva, l'invito delle associazioni è quello di continuare a donare sangue in modo da coprire le esigenze che possono verificarsi in qualsiasi momento dell'anno. Questo in un’ottica di prevenzione responsabile per non abbassare mai la guardia su emergenze che possono verificarsi in qualisiasi momento.

La collaborazione sancita tra Avis e Arci è finalizzata proprio alla "promozione della donazione del sangue ed è per questo che abbiamo aderito - conferma il presidenteArci, Claudia Franconi - volentieri alla richiesta di Simoncini. Ora siamo al lavoro per preparare un piano in grado di promuovere la donazione del sangue tra tutti i nostri soci. Oltre a sensibilizzare gli immigrati tramite lo sportello, abbiamo presentato richiesta alla Prefettura affinché anche i profughi che sono ospitati possano donare il sangue. Sono stati loro a chiederci di poterlo fare e, per questo motivo, abbiamo pensato di poter allargare la richiesta non solo ai nostri soci".

Un gesto di solidarietà, da una parte, e un modo per prendersi cura di se stessi, dall'altra: la donazione del sangue prevede analisi cliniche a cui i volontari devono sottoporsi a seguito della compilazione del questionario.

"I donatori prima davano solo sangue, ora possibile eseguire - spiega Simoncini - una trasfusione mirata di piastrine, globuli bianchi, rossi e plasmi».

«Addirittura è possibile scomporre il plasma e lavorarlo per realizzare diversi prodotti, i cosiddetti emoderivati, farmaci che possono essere utilizzati, ad esempio, nella cura dei grandi ustionati, oppure per restituire fluidità al sangue»".

Sono 600 i cc di sangue che è possibile donare per ogni seduta, che gli uomini possono effettuare ogni 90 giorni per il sangue interno, 60 per il plasma.

I giorni di distanza tra una donazione e l'altra scendono quando si parla di donne, che possono sottoporsi al prelievo ogni 6 mesi per il sangue e solo ogni due mesi per il plasma.(l.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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