Il Tirreno

L’Arci propone un incontro e spunta l’ipotesi mediatore

di Leondina Marulli
L’Arci propone un incontro e spunta l’ipotesi mediatore

Immigrati nel mirino per l’aggressione a Niccolini Franconi: «Regole da condividere». Salvini: «Serve dialogo»

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CECINA. Condivisione e rispetto delle regole. Continua a far discutere l'episodio di aggressione verbale avvenuto domenica sera nell'area dello sgambamento cani alla Ladronaia, che ha portato l'amministratore della pagina, Mauro Niccolini, a sporgere formale denuncia contro ignoti presso il comando della Polizia.

Tutti coloro che in questi giorni hanno commentato l'accaduto convergono sulla necessità di far condividere e rispettare le regole. Un punto di partenza che unisce le varie posizioni, rilanciato dall'Arci bassa Val di Cecina, l'associazione che gestisce i due gruppi di profughi ospitati a Marina e all'hotel Manuel che si unisce alla solidarietà espressa da più parti nei giorni scorsi per l'accaduto ma tiene a precisare che parlare in maniera generica di profughi e di ghettizzazione confonde gli animi e gli equilibri sociali. Una zona frequentata da ragazzi, italiani, immigrati da varie generazioni e profughi: mondi e culture distanti tra loro e "non mi stupirebbe se qualcuno, non conoscendo la nostra lingua, non sia neanche capace di leggere il regolamento esposto all'esterno dell'area destinata ai cani - commenta il Presidente Arci, Claudia Franconi - scritto solo in italiano. Da parte nostra, siamo disposti a parlare con i ragazzi che utilizzano l'area ed inserirli in un processo di responsabilizzazione, fare cioè in modo che nasca un gruppo alo loro interno che si prenda cura dell'area, e che la gestiscano". Per far ciò c'è bisogno che le regole siano comprese e condivise, prima di poter essere rispettate, ed è "per questo che siamo disponibili ad andare e riunire tutti i fruitori del campetto per stilare con loro un regolamento, delle regole da gestire insieme, che portino ad una fruizione dell'area - continua Franconi - serena e rivolta allo svago. Inoltre, con i ragazzi che abbiamo inserito nel percorso, possiamo valutare un'operazione di cura di quell'area, raccogliere dei bancali inutilizzati e far realizzare delle panchine da sistemare all'interno del campino". Una serie di passaggi, dunque, tra cui l'ipotesi di illuminare la zona nelle ore serali, capaci di creare riferimenti positivi "perché la maggior parte di loro sono positivi. Saranno loro stessi, una volta responsabilizzati, a individuare coloro che non rispettano le regole allontanando quelle persone che sono comunque di disturbo, un processo che verrà spontaneo anche dai ragazzi che vanno lì per svagarsi".

Il prossimo passo sarà definire una strategia chiara con l'amministrazione comunale, che negli ultimi mesi ha ascoltato le varie associazioni alla ricerca di un supporto capace di superare tensioni e dissapori, che ieri mattina sono finiti sul tavolo del vicesindaco Salvini, a colloquio con Mauro Niccolini, entrambi convinti della necessità di una figura 'educativa' che possa mediare tra le varie culture che scendono in campo ogni giorno alla Ladronaia. "Probabilmente non hanno neanche capito cosa gli abbiamo detto domenica sera, è stata una reazione istintiva - ricorda Niccolini - che ci ha colti di sorpresa. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di dare in gestione il campo ad una società sportiva, oppure organizzare un torneo di calcetto tra i vari ragazzi, in modo da non ghettizzare l'area". Soluzioni che convergono e stemperano i toni di una vicenda che deve restare un caso isolato e "non può portare a fenomeni di esclusione sociale. La nostra intenzione è quella di far rispettare le regole - ribadisce Salvini - e di farlo con l'aiuto di associazioni e figure capaci di aprire un dialogo e un percorso integrativo".

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