Sicurezza
Oltre 2000 sul corso per toccare con mano i sogni di cartapesta
Applausi ai balletti e alle coreografie uscite dai capannoni Tanti giovani protagonisti per una giornata di grande allegria
CECINA. E così, anche questa edizione della Targa Cecina va in archivio. Due sfilate, la prima otto giorni fa e la seconda ieri, una settimana di spettacoli e due gare podistiche hanno raccontato la festa popolare per definizione.
Ieri sul corso Matteotti si è rivsta tanta gente. Essendo uno spettacolo libero, non ci sono nuimeri ufficiali, ma si puà parlare di oltre 2.000 persone presenti.
Sette carri, uno in meno a causa della scomparsa del Centro, centinaia di figuranti accompagnati da luci e musica hanno passeggiato in corso Matteotti e nelle strade vicine per divertire e divertirsi, fotografare e fotografarsi con i telefoni. L'obiettivo dei promotori rimane lo stesso: coinvolgere nel tempo sempre più gente. E' il futuro. Non a caso, il presidente Alessandro Regoli ha sempre raccontato che la manifestazione, un capitolo di storia della città, trae linfa vitale dalla passione dei carristi, pronti a ritagliare tempo per tradurre in cartapesta le intuizioni e i bozzetti colorati nei capannoni, e dall'entusiasmo trasversale dei partecipanti, ragazzi e adulti.
Visti i tempi e il consumismo dilagante, un piccolo miracolo che un settembre dopo l'altro si ripete, abbattendo steccati e barriere culturali, al punto da avvicinare il pubblico ai protagonisti. Come se fossero una cosa sola. La forza della Targa Cecina è questa. Il contatto umano, la processione degli stendardi e dei trofei, benedetti in chiesa per la prima volta quest'anno, sono la cornice al quadro. Certo, non sono anni facili per mille motivi e trovare risorse e ricambi generazionali è un'impresa.
Ma, alla fine, idee e progetti, balletti e giochetti sbarcano puntuali in paese insieme alla delegazione spagnola di Sagunto, con la quale i rapporti sono iniziati negli anni '80, quando non a caso la manifestazione ripartì. Senza più fermarsi né cambiare anima. Anzi, rimanendo se stessa. Ieri, i protagonisti di questa rito iniziato nel secolo scorso ancora una volta hanno dato il meglio di sé. Il bello di un pomeriggio diverso dagli altri è la capacità di aggregazione della gente, benché le presenze siano più basse rispetto a vent'anni orsono.
I carri hanno girato rispettando l'ordine di apparizione, il corpo di ballo e le sfilate a terra hanno fatto il resto per la gioia dei nonni e degli zii che mai negano gli applausi ai nipoti.
Senza dimenticare gli appuntamenti della sera che, per sette giorni, hanno riempito piazza duomo e via Torres. Alla fine, tra strette di mano e brindisi, il presidente ha dato appuntamento all'anno prossimo. Senza dimenticarsi del carnevale di febbraio, gustoso anticipo della stagione che verrà.
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