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Pentole d’oro, stabilito il danno erariale

L'esterno della Capannina
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L'esterno della Capannina

Castiglioncello: sentenza della Corte dei conti. Chiamati a pagare l’economo del Comune, l’ex sindaco Nenci e tre ex assessori

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ROSIGNANO. Colpo di scena nello scandalo “Pentole d’oro”, come è stata soprannominata la vicenda che ha riguardato - tra il 2009 e il 2010 - l’acquisto da parte del Comune di Rosignano di arredi e pentolame presenti all’interno del ristorante La Capannina, che fino a tre anni fa era di proprietà dell’amministrazione.

La Corte dei conti, sezione della Toscana, ha infatti condannato l’economo del Comune Plinio Torri, insieme all’ex sindaco Alessandro Nenci e agli ex assessori Luca Arzilli, Giuseppe Basolu e Franco Falagiani, a pagare un totale di 28.700 euro. La somma, come si spiega nella sentenza 221/2016 depositata ieri, deriva dalla ripartizione delle quote della differenza fra i 54mila euro (45mila oltre Iva) sborsati nel 2010 dall’amministrazione rosignanese per acquistare il pentolame e la cifra che gli oggetti all’interno del ristorante sul lungomare Alberto Sordi sono stati valutati dalla perizia stabilita dal pubblico ministero della procura di Livorno ed effettuata nel marzo del 2011.

Da ricordare che Torri, che si occupò dell’acquisto delle attrezzature all’interno della Capannina, a metà del luglio scorso è stato assolto in formula piena dal tribunale di Livorno dal reato di abuso d’ufficio. Nel frattempo però è andato avanti il procedimento per danno erariale.

Il caso è partito con un esposto anonimo alla procura, perché l'acquisto degli attrezzi di cucina avvenne con una stima giudicata esosa: 45mila euro più Iva. In totale il Comune andò spese circa 54mila euro. Intervennero i carabinieri, che acquisirono la documentazione inerente l'acquisto deciso dalla giunta Nenci. Anche i consiglieri del gruppo di minoranza Rds chiesero chiarimenti, e nel 2010 fu fatto un sopralluogo della commissione consiliare lavori pubblici dentro al locale.

La Corte dei conti, come si legge nella sentenza, contesta prima di tutto l’inutilità dell’acquisto da parte del Comune del pentolame e dell’attrezzatura interna al ristorante, considerandolo anomalo sotto un profilo di compatibilità con i fini istituzionali. La Procura regionale entra poi nel merito della congruità della somma sborsata dal Comune, e stabilisce che la perizia del valore delle attrezzature fatta dall’economo Torri sarebbe erronea (viziata anche da errori di calcolo). Nella sentenza si chiarisce inoltre che la giunta, nella seduta del 17 marzo del 2009 (in cui erano assenti gli allora assessori Del Seppia, Bianchi e Franchi, quindi assolti dal pagamento del danno erariale), avrebbe dato l’ok all’acquisto in modo troppo precipitoso. La Corte dei conti ha valutato quindi che la quantificazione del valore dei beni acquistati dal Comune di Rosignano è risultata palesemente erronea a danno dell’amministrazione pubblica. Tra la perizia fatta da Torri e quella del consulente nominato dalla Procura di Livorno emerge la differenza di 41mila euro. Che la Corte dei conti chiede siano risarciti al Comune.

Al fine della ripartizione delle quote la Corte dei conti considera che il danno erariale è stato causato con la compartecipazione del dirigente del settore Gianfranco Pianigiani, nel frattempo deceduto. A lui viene virtualmente addebitata una quota pari al 30% del danno erariale.

In sintesi, quindi, l’economo Torri è chiamato a pagare un analogo 30% (12.300 euro), mentre l’ex sindaco Nenci e gli ex assessori Arzilli, Basolu e Falagiani dovranno sborsare 4mila 100 euro a testa (10% pro capite del danno riscontrato dalla Corte dei conti). I quattro sono infine chiamati a suddividersi anche il pagamento delle spese legali, stabilite in una somma totale di 1583 euro.

Assolti dal pagamento, come detto, gli altri tre ex assessori della giunta Nenci, vale a dire Michele Bianchi, Dunia Del Seppia e Alessandro Franchi, che non erano presenti alla seduta di giunta del 17 marzo 2009 durante la quale fu stabilito di procedere con l’acquisto del pentolame.

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