Sicurezza
Park Albatros, il piano al centro di un esposto
San Vincenzo, le immagini aeree non convincono i consiglieri d’opposizione di As «Si indicano superfici inesatte e l’area ha già assunto una destinazione turistica»
SAN VINCENZO. Il piano attuativo relativo al Park Albatros finisce sotto la lente della Procura a seguito dell’esposto inviato dalla lista civica Assemblea sanvincenzina (As). Nove pagine che sono anche sui tavoli di Corte dei conti, Carabinieri, Soprintendenza di Pisa, del governatore della Toscana Enrico Rossi, del responsabile della Polizia municipale sanvincenzina, dell’assessore regionale all’Urbanistica e del Corpo forestale dello Stato. Oggetto dell’esposto sono le delibere della giunta comunale numero 181 e 186, rispettivamente del 4 e 25 agosto scorsi. As chiede la verifica della rispondenza dell’edificato del villaggio turistico Park Albatros rispetto agli strumenti urbanistici vigenti.
I consiglieri del gruppo d’opposizione sostengono che l’amministrazione comunale abbia tentato di far passare per una pineta costiera quello che almeno dal 2010 è già stato urbanizzato e trasformato in un piccolo villaggio di casette prefabbricate. Per As, infatti, l’amministrazione vorrebbe far credere di ampliare, con la variante, il campeggio, ma le aree sarebbero da almeno 6 anni incluse a pieno nella vita dell’insediamento, con uno sconfinamento importante nel Comune di Piombino. «Come precisato nella relazione tecnica e negli allegati cartografici del progetto approvato dalla giunta – recita l’esposto di As –, le particelle nelle quali gli strumenti urbanistici permettono ad oggi la realizzazione delle strutture a servizio del campeggio sono le numero 31,172 e 233 del foglio 24. Non è ammessa la realizzazione di strutture in altre particelle dell’area che si configurano come aree a destinazione agricola o boscate. In particolare le aree della particella 217 foglio 24, per le quali si chiede oggi l’inserimento all’interno del perimetro dell’insediamento turistico, dovrebbero risultare libere da edifici e infrastrutture a servizio del campeggio». E prendono a riferimento le fotografie aeree presenti nel Sistema informativo territoriale del Comune (Sit). «È sufficiente una verifica sul Sit per notare, già nell’ortofoto del 2010, la presenza di manufatti sparsi per tutta la particella catastale. Il raffronto con l’ortofoto del 2007 chiarisce che l’intervento deve ricondursi al periodo 2007-2010».
Nell’ortofoto del 2010, secondo l’opposizione, si nota una nuova viabilità e un fitto edificato che calcola risalire ad almeno 6 anni fa. «È un dato riscontrabile nella documentazione reperibile sul sito istituzionale del Comune di San Vincenzo – afferma As –. L’evidenza della destinazione turistica che ha assunto l’area pare ancor più palese se si esaminano le immagini satellitari di Google earth. A sancire l’incongruenza è persino una tavola presente nel progetto stesso, la PP11. Oltre ad essere chiaro lo spostamento del perimetro, si indicano superfici per quello che riguarda l’ampliamento dell’area da destinarsi a funzioni turistiche del tutto inesatte».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
