Il Tirreno

Il centro di accoglienza a Cecina resta un castello di carta

di Manolo Morandini
L'ex caserma dei pompieri in via Parmigiani a Cecina
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L'ex caserma dei pompieri in via Parmigiani a Cecina

Cecina, l’ex caserma dei pompieri deve accogliere donne in situazioni di disagio Il progetto e i soldi ci sono da almeno cinque anni ma i lavori non decollano

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CECINA. Un castello di carta. Il centro di accoglienza nell’ex sede dei vigili del fuoco in via dei Parmigiani, che dovrà ospitare donne sole, vittime di violenza o in condizione di esclusione sociale ed emarginazione, è ancora una partita burocratica. Il progetto annunciato nel 2010 stando alla Società della salute della Bassa Val di Cecina starebbe per concretizzarsi. Ma della gara pubblica annunciata dall’Azienda sanitaria per l’adeguamento dell’immobile non c’è traccia. Sei anni. E tanti annunci superati dalla realtà. L’edificio è sprangato dalla fine del 2008, con il trasloco dei pompieri nella nuova caserma di via Paratino.

Di quegli spazi si era tornati a parlare nell’estate 2015in piena emergenza profughi quando si era trattato di individuare spazi nel territorio per l’accoglienza. Ipotesi sfumata dato che l’immobile necessita di interventi strutturali e della messa a norma degli impianti per poter essere agibile. Poi alla fine dello scorso anno l’assemblea dei soci della Società della salute si riunisce e il 10 dicembre delibera l’approvazione del progetto esecutivo “Modulo abitativo per la pronta accoglienza di donne sole o con figli minori vittime di violenza odi disagio economico sociale”.

Il sorriso è amaro. Il 15 marzo del 2010 la giunta esecutiva della Società della salute della Bassa Val di Cecina approvava il progetto per la realizzazione di quel centro sottolineando l’esigenza di “far fronte alla crescente domanda relativa ai bisogni evidenziati da donne sole o con figli minori che vivono relazioni coniugali conflittuali e situazioni di violenze familiari”. Un’urgenza prigioniera della burocrazia.

Si deve arrivare al 22 febbraio del 2011per la delibera del consiglio comunale di Cecina, proprietario dell’immobile, con cui si approva la concessione in comodato d’uso gratuito dell’ex caserma all’Azienda Usl6 di Livorno. Azienda sanitaria a cui spetta la redazione del progetto di adeguamento dell’immobile e la gara per l’affidamento dei lavori. I soldi, invece, ce li mette il Comune di Rosignano. Si tratta di 175.149 euro approdati a Rosignano per l’adeguamento del centro Alba e Sorriso di Vada e poi rimasti fermi. Dal gennaio del 2010, infatti, il centro ha chiuso i battenti perché la Solvay ha rivoluto indietro l’immobile gestito dall’Arci per conto del Comune in cui trovavano accoglienza gli immigrati. Soldi che arrivano dal Ministero dell’Interno e che in accordo con Roma possono essere utilizzati per l’ex caserma dei pompieri. Un finanziamento destinato solo agli interventi di natura strutturale mentre per gli arredi già nel 2011 alcune associazioni si sono mobilitate promuovendo raccolte fondi. Venne organizzata anche una cena di beneficenza.

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