Attenzione
Distretto unico in quattro mesi
Tempi e costi della fusione tra le Società della salute della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia
CECINA. Quattro mesi. Questo il termine indicato alla fine di agosto dalle giunte della Società della salute della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia per completare lo studio e declinare i contenuti del processo di fusione degli ambiti socio-sanitari e sociale in un unico distretto. Si parte da qui e servirà almeno un anno per mettere a regime la fusione. Lo conferma il presidente della Società della salute della Bassa Val di Cecina Samuele Lippi. «Servirà una fase di gestione in parallelo dei servizi – sottolinea –, in modo da creare una realtà unica attraverso un progressivo avvicinamento per rendere omogenee attività che oggi fanno ancora capo a due zone».
Tempi e costi. Sono specificati nella delibera numero 8 del 25 agosto con cui la Società della salute della Bassa Val di Cecina conferma e dettaglia l’incarico ad Anci-Federsanità per lo studio di fattibilità sull’ipotesi di distretto unico. Un’analoga delibera è stata votata dal consorzio della Val di Cornia. In allegato c’è il documento presentato dall’organismo dell’Anci (l’associazione dei Comuni) a marzo in cui si indicano i quattro mesi necessari per realizzare lo studio e la spesa di 35.000 euro da dividere in parti uguali tra le due Società della salute.
Che è successo dal 23 marzo, data in cui le due Società della salute hanno dato formale avvio al progetto di studio con la consulenza tecnica di Federsanità? «Abbiamo svolto due assemblee congiunte delle Società della salute – dice Lippi – e a luglio gli incontri con le consulte del volontariato ed i comitati di partecipazione. Da entrambi è emersa l’indicazione di proseguire su questa strada». Che aggiunge: «Stiamo costruendo l’impalcatura ma per essere a regime servirà tutto il 2017».
Lo studio di Federsanità e la creazione dell’unica zona distretto sono la tappa intermedia e il presupposto necessario per arrivare all’unico presidio ospedaliero in rete tra Cecina e Piombino.
La consulenza di Federsanità promette di fornire indicazioni sia sul fronte socio-sanitario e sociale che su quello sanitario. Sul primo verranno analizzati in modo comparato volumi di attività e costi dei servizi socio assistenziali delegati dai comuni alle due Società della salute, come di quelli gestiti in proprio dai comuni e dei servizi ad alta integrazione socio-sanitaria erogati dai due consorzi. Sotto la lente anche regolamenti e procedure. Il tutto con lo scopo “di mettere in evidenza omogeneità che facilitino il processo di fusione e differenze che dovranno trovare nel processo di fusione una composizione attraverso percorsi di convergenza”, si legge nella determina. Sul versante sanitario lo studio si propone di analizzare la struttura e gli andamenti dell’offerta oltre ai i caratteri e le dinamiche dei cittadini assistiti “alfine di individuare punti di forza e debolezza, opportunità e rischi della fusione”.
Tra gli scogli la differenza di contribuzione pro capite, la cifra che ogni comune versa alla Società della salute in rapporto al numero di residenti. In Val di Cornia è di 40 euro mentre nella Bassa Val di Cecina si attesta a quota 44 euro. Risultato uno scarto è di circa 1.250.000 euro.
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