Attenzione
Povertà, un piano con sussidi
Assegno da 80 a 400 euro mensili, progetto della Società della Salute. Isee sotto i 3.000 euro
CECINA. Quante siano le persone che vivono in povertà assoluta in Bassa Val di Cecina non è dato sapere. L’ultimo dato, all’ingrosso, segnalava un 3,2% delle famiglie nei dieci comuni che fanno capo alla Società della salute. Qualcosa di meno della media Toscana, che si attesta al 3,5%. Una dimensione di massima in cui si perdono i nomi e le storie di chi fatica a ritagliarsi una condizione di vita stabile e dignitosa. Adesso entra in campo un nuovo strumento di aiuto. Si chiama Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), la misura è nazionale ma in zona farà capo alla Società della salute ed è già operativo. In breve, assicura un sussidio economico alle famiglie in condizioni disagiate subordinato all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa che sarà predisposto dalla Società della salute. Un assegno mensile da un minimo di 80 a un massimo di 400 euro.
«La misura non è per tutti». Il direttore della Società della salute della Bassa Val di Cecina Paolo Lucchesi lo sottolinea a scanso di equivoci. «L’impatto che avrà sul nostro territorio non è chiaro perché i criteri previsti vanno da un reddito Isee inferiore o uguale a 3.000 euro alla presenza all’interno del nucleo familiare di almeno un componente minorenne o di un figlio disabile, ovvero di una donna in stato di gravidanza accertata». I paletti sono anche altri ed è davvero difficile fare una previsione. Per esempio, nessun componente della famiglia deve possedere auto immatricolate la prima volta nei 12 mesi antecedenti la domanda o di cilindrata superiore a 1.300 cc. È causa di esclusione anche il possesso di moto di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei tre anni antecedenti la domanda.
Si chiede un atteggiamento attivo. «L’obiettivo è quello di creare le condizioni per l’uscita del nucleo familiare dalla condizione di povertà e prevede, da parte del beneficiario – afferma l’assessore ai Servizi sociali di Castagneto Carducci Catia Mottola – l’adozione di una serie di comportamenti virtuosi, quali per esempio la ricerca attiva del lavoro, la partecipazione a progetti di inclusione lavorativa, come tirocini, la frequenza scolastica dei figli minori e l’adesione a specifici percorsi individuati dai servizi specialistici, dall’Asl al Centro per l’impiego».
Si può già fare domanda. La Società della salute si avvale della collaborazione dei singoli Comuni. È infatti allo sportello dei Servizi sociali dei singoli Comuni che le persone si devono rivolgere per fare domanda. Entro 15 giorni i Comuni inviano all’Inps le richieste di beneficio. Ed entro i successivi 10 giorni l’Istituto di previdenza esegue i controlli dei requisiti e invia i nominativi degli aventi diritto a Poste italiane. E questo perché i beneficiari riceveranno una carta ricaricabile (Carta Sia) in cui mensilmente verrà accreditato il sostegno. La cifra varia in base alla numerosità del nucleo familiare.
«I progetti sono individuali e una volta sottoscritto partono i contributi – dice Lucchesi –. Ma il sostegno si interrompe se la persona risulta dalle nostre verifiche che non rispetta gli impegni presi».
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