Il Tirreno

Discoteca, a ballare è la politica

di Paolo Federighi
Discoteca, a ballare è la politica

San Vincenzo, il progetto divide il fronte delle opposizioni. Fuoco di fila tra la lista As e la maggioranza

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SAN VINCENZO. Il progetto della nuova discoteca a San Vincenzo divide le due opposizioni. No di Assemblea sanvincenzina (As), sì di SìAmo San Vincenzo (Ssv) e lamaggioranza che alza le barricate per rispondere al fuoco di fila. A ballare per adesso è la politica, che nella seduta consiliare di domani promette scintille. All’ordine del giorno, infatti, c’è l’adozione del piano attuativo di iniziativa privata in cui si prevede la realizzazione di una discoteca e di una residenza turistico alberghiera.

La linea di As. «Variante incoerente che sconfessa le belle parole spese dai nostri amministratori all’approvazione del Piano strutturale – sostiene As –. Ennesimo pastrocchio che espone ogni attività a rischi di incompatibilità reciproca e moltiplica la capacità edificatoria. Una discoteca appiccicata a una struttura ricettiva, a seconde case, a una discarica e a un’area industriale appiccicata alla Variante Aurelia ancora priva di opere d’insonorizzazione». Un coacervo che colpisce il territorio agricolo consumandone quasi un ettaro e mezzo sostiene As: «trasformando i metri quadri di attività produttiva in metri quadri di residenza e servizi e spostandoli nei campi a sud dell’incrocio per Campiglia. L’area liberata dalle previsioni edificatorie rimane nel perimetro in cui è ammessa la nuova edificazione e quindi altro cemento. Il solito gioco della duplicazione del metro quadro. La solita speculazione edilizia in un territorio saturo». Critiche anche sul procedimento. «La si porta alla chetichella in fretta in consiglio comunale senza discuterla con la cittadinanza e presentando la documentazione ai consiglieri il giorno prima della commissione».

Il placet di SSv. Di diverso avviso è Luca Cosimi (Ssv) che parla di tre varianti urbanistiche significative. «La prima circa la ricostruzione e sostituzione edilizia, per cui gli edifici con distanza inferiore a 10 metri tra pareti antistanti potranno ricostruire mantenendo una distanza minore di 10 metri, purché non inferiore a quella preesistente – dice –. Ciò dà maggiori possibilità di sviluppare una riqualificazione urbana. Ma nel regolamento urbanistico ci dovranno essere maggiori incentivi volumetrici per chi opera ricostruzioni, magari continuando a favorire la bioedilizia. La seconda è la liberalizzazione definitiva della zona industriale, con attività commerciali oltre che imprenditoriali e artigianali». La terza è quella che crea i presupposti per la discoteca. «Con il piano attuativo d’iniziativa privata – conclude – sarà realizzata una discoteca inserita, da progetto, in un contesto di altissimo livello con tutti i canoni moderni. Un valore aggiunto per San Vincenzo in immagine, notorietà e posti di lavoro, oltre a colmare un vuoto di strutture ricreative del genere».

Qui maggioranza. Incassato il sì di Cosimi la maggioranza respinge le critiche targate As. «Le varianti anticipatrici servono a dare risposte coerenti ai piani strutturali quando i piani operativi di attuazione dei piani strutturali, i vecchi regolamenti urbanistici, non sono ancora pronti – dice l’amministrazione comunale –. San Vincenzo, per ora, si trova in questa situazione. Quindi, l’utilizzo di una variante anticipatrice allo scopo di autorizzare attività urbane, discoteca e residenza turistico alberghiera, nel comparto industriale previste dal piano strutturale è semplicemente un modo per realizzare velocemente quello che abbiamo previsto». E ancora: «Questa variante stralcia, nel suo complesso, circa 80.000 metri cubi di cemento e restituisce un’oliveta di 55.000 metri quadrati (mq) a verde pubblico. Inoltre, l’area interessata dall’intervento era già all’interno del perimetro urbano e, quindi, non è stato inserito un mq di nuovo terreno da edificare. Siamo di fronte a un’opposizione del no a prescindere che si dichiara contraria a un progetto di sviluppo di più attività commerciali e quindi non speculativo in quanto non si tratta di previsioni residenziali».

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