Sicurezza
Gianfranco e Alberto pronti per il sì «Grande emozione»
Sarà la prima unione civile celebrata a Rosignano «Festeggeremo con le nostre famiglie e con gli amici»
ROSIGNANO. Un sogno che si avvera, dopo venti anni. Che la pazienza è la virtù dei forti è scritto nei volti sorridenti e finalmente rilassati di Gianfranco Cammarota e Alberto Savio: sono la prima coppia gay che dirà “sì” attraverso l’unione civile nel Comune di Rosignano, e una delle prime in tutta la provincia. «Mi sento rinato! Siamo felicissimi, erano anni che aspettavamo questo momento, siamo al settimo cielo», dice Gianfranco.
Il grande giorno è stato fissato ieri mattina per il 24 settembre: una cerimonia memorabile, che sarà celebrata nel Castello Pasquini e a cui parteciperà anche il sindaco Alessandro Franchi, felicissimo per l’evento. Poi ci saranno le famiglie e gli amici degli sposi: il rito, il brindisi e poi il pranzo per pochi intimi. E già ieri Gianfranco e Alberto, dopo aver firmato il verbale del sì, si sono concessi un pranzo di festa sul mare a Rosignano, prima di rientrare in quella che è diventata la loro città, Livorno.
Nato ad Arona (Novara) Gianfranco, e milanese ma di origini rosignanesi Alberto, i due si sono trasferiti a Livorno ormai dieci anni fa: vivono vicino piazza XX Settembre: «Prima di scegliere, abbiamo visto 140 case!», esclama Gianfranco. Una scelta di vita legata all’affetto che entrambi hanno sempre avuto per il nostro territorio. Il primo a muoversi è stato Alberto, che a Rosignano ha la mamma, e che oggi lavora in comune a Livorno; poi è arrivato anche Gianfranco, che invece è dipendente dell’Asl, sempre in città. «Qui ci siamo trovati subito bene, questa è una terra accogliente, anche se a volte la nostra mentalità “del nord” viene fuori...», rivela Gianfranco. Un esempio? «Non sopporto quando sfrecciano i motorini da tutti i lati, e dare la precedenza diventa un optional!». Ma Livorno sa farsi perdonare... «Siamo così emozionati per questo traguardo - dice Gianfranco commosso - E pensare che avevamo considerato di andare anche noi, come avevano già fatto dei nostri amici, a sposarci a Barcellona. Ma poi sarebbe stato difficile portare con noi le nostre madri. Ci teniamo troppo alla loro presenza alle nozze». La cerimonia consiste nella lettura di un verbale, che contiene gli obblighi contrattuali a cui gli sposi sono tenuti, davanti a due testimoni «che saranno le mie sorelle - dice Gianfranco - E vorremo tanto che a celebrare fosse mio cognato, il marito di mia sorella. Così facendo, l’atmosfera sarebbe meno fredda e più personalizzata...».
In effetti il rito dell’unione civile, come quello del matrimonio tradizionale, può essere celebrato da un rappresentante dell’amministrazione, ma anche da un parente. Tuttavia, questa prassi non è ancora consolidata. Al Comune di Rosignano hanno recepito la richiesta e stanno valutando il da farsi. Per ora una cosa è certa: il sindaco Franchi vuole essere presente all’unione. «Sono felicissimo per questo evento - dice il primo cittadino - ed essendo la prima coppia del Comune, e sicuramente una delle prime a livello provinciale, io ci tengo molto ad essere presente. È una conquista davvero importante».
Ne sanno qualcosa Gianfranco e Alberto, che in venti anni ne hanno passate di tutti i colori. Proprio come nei film, i due si sono conosciuti al matrimonio di amici in comune. «Io conoscevo lei, e lui lo sposo - racconta Gianfranco - Eravamo entrambi liberi: io uscivo da una lunga storia, di 14 anni, che si era conclusa in modo burrascoso. Il mio ex l’avevo conosciuto quando facevo il militare, e da allora eravamo stati sempre insieme, ma lui poi si era reso conto che voleva sposarsi con una donna e avere un figlio. Lui, invece, veniva da una serie di storie brevi e deludenti. Ci siamo trovati subito bene insieme». All’inizio era dura, Gianfranco e Alberto si vedevano solo una volta a settimana. «Poi invece lui si è trasferito da me ad Arona e abbiamo iniziato la convivenza su, finché tra il 2006 e il 2007 siamo venuti a Livorno», prosegue il racconto. Come in tutte le storie, momenti difficili ci sono stati, ma ora la strada è decisamente in discesa.
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