Sicurezza
L’integrazione come un seme cresce negli orti comunali
Castagneto Carducci, assegnato ai profughi un appezzamento nell’area di Donoratico La presidente Arci Franconi: «Una modalità semplice di socializzazione che sta funzionando»
CASTAGNETO CARDUCCI. Piccoli appezzamenti di terra in cui coltivare una passione. Far crescere frutta e verdura. Pochi metri quadrati di verde che da alcune settimane sono il campo di una solidarietà possibile e concreta. Nati come orti per gli anziani dai semi messi a dimora adesso germoglia anche una speranza nuova. Accade a Donoratico, dove l’amministrazione comunale di Castagneto Carducci ha deciso di riservare degli spazi ai migranti ospitati nella casa di accoglienza di via del Fosso.
«Stanno raccogliendo già le prime verdure ed è un impegno positivo. Una modalità di integrazione semplice, che sta funzionando», sottolinea la presidente di Arci Bassa Val di Cecina Claudia Franconi, a cui fa capo la gestione dei servizi di accoglienza. Sei i richiedenti asilo che sono ospitati nella struttura all’interno del perimetro dei magazzini comunali. «Abbiamo fatto degli incontri con i rappresentanti del Comitato orti e da subito abbiamo trovato disponibilità – sottolinea l’assessore al Sociale Catia Mottola –. Anzi è grazie a chi ha già un orto che i migranti hanno potuto iniziare a coltivare. In diversi si sono messi a loro disposizione per guidarli e hanno fornito i semi e gli attrezzi».
Il risultato, dato che i migranti rispetto ad altre sistemazioni in comuni limitrofi vivono in un’abitazione, è anche la possibilità di coltivare un orto per la produzione «di ortaggi utili per il consumo dei loro pasti, a costo zero e a chilometri zero – sottolinea l’assessore Mottola –. Un’attività che rappresenta soprattutto un passo verso l’integrazione nel nostro comune».
I profughi sono arrivati alla fine di agosto dello scorso anno a Donoratico. Accolti senza clamori nella struttura che in passato il Comune destinava all’accoglienza di uomini in condizioni di disagio abitativo. Un tetto appartato per i sei profughi trasferiti dall’hotel Saint Vincent di Castiglioncello, dove erano ospitati da alcuni mesi. In questo arco di tempo le persone si sono avvicendate. Lontano da sguardi indiscreti, all’interno del perimetro dei magazzini comunali.
Per gli orti tutto ha preso le mosse dalla ricognizione degli spazi disponibili in base agli elenchi prodotti dai responsabili dei tre Comitati orti. Il risultato èdi un ortonon assegnato a Castagneto, tre a Bolgheri e dodici a Donoratico. Da qui la scelta di sfruttare parte degli appezzamenti per percorsi a valenza sociale. Oltre all’orto assegnato in uso ai migranti, infatti, il Comune di Castagneto Carducci ne ha assegnato uno all’Istituto comprensivo Borsi, nell’ottica di farne un orto didattico e un luogo in cui coltivare saperi e sapori. Inoltre, un terzo orti è stato dato in uso alla Opere sociali San Bernardo Abate Onlus che da anni opera sul territorio ed ha allestito una mensa di solidarietà, dove ogni giorno passano decine di persone per consumare un pasto o ritirare pacchi alimentari. In questo caso, alcuni volontari della Onlus si sono resi disponibili a coltivare un orto a Donoratico per la produzione di ortaggi utili per la mensa di solidarietà. Altri due orti, invece, sono andati a persone in particolari condizioni sociali.
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