Sicurezza
Sport, aiuti a chi non può pagare
Progetto GiovaniSì: le associazioni cecinesi alle prese col disagio economico delle famiglie
CECINA. Non si lascia fuori nessuno. La maggior parte delle società sportive cecinesi vanno incontro a quelle che sono le difficoltà economiche delle famiglie dei loro iscritti, provvedendo a tutti gli adempimenti necessari alla pratica sportiva. Abbattute le barriere economiche, il riconoscimento viene dalla Regione Toscana tramite il più ampio progetto GiovaniSì, pensato per dare autonomia ai giovani in diversi ambiti ed in diversi momenti della vita, e che conta tra i promotori anche il comitato regionale del Coni.
«Chi vuole, anche se non ha le capacità economiche per farlo, viene da noi e segue i corsi. Pensiamo noi a tutto», conferma il presidente dell’associazione sportiva di Judo Kodokan, Renato Cantini. Soldi che, già da fine anno, potranno tornare nelle disponibilità economiche delle società in possesso dei requisiti necessari per partecipare al bando regionale. Un contributo compreso tra un minimo di mille euro ed un massimo di duemila. «Si tratta di iniziative sempre positive, non possono far altro che piacere – afferma il presidente dell’associazione Basket Cecina, Elio Parietti – e a breve presenteremo la domanda per partecipare, visto che negli anni abbiamo dato il nostro appoggio a quelle famiglie che fanno difficoltà e per le quali lo sport è diventato un onere economico». Gli fa eco il presidente dell’Atletica Costa Etrusca, Simone Francalacci, che parla di «un’iniziativa positiva a cui purtroppo non possiamo partecipare perché i ragazzi che sono iscritti da noi, le cui famiglie vivono un disagio economico, hanno superato l’età richiesta dal bando».
Disagio economico a cui la Regione Toscana attribuisce il valore di 18.000 euro annui, verificabili tramite lo strumento dell’Isee e per il quale ha già messo in bilancio 770.000 euro, necessari a coprire le domande provenienti da tutto il territorio regionale. Tra i requisiti necessari a partecipare al bando c’è proprio la presentazione dell’Isee della famiglia di provenienza del ragazzo per cui si chiede il contributo regionale, uno strumento che, in alcuni casi e per motivi differenti, le famiglie fanno difficoltà a presentare e che comporta l’impossibilità per le associazioni sportive di partecipare al bando.
Difficoltà che diversi presidenti hanno fatto già presente al Comitato regionale di Firenze, senza tuttavia trovare una soluzione capace di aggirare il problema. «Si tratta di un progetto sperimentale, attivato per la prima volta e sicuramente verranno fuori criticità e richieste a cui nel tempo – conferma il funzionario regionale per lo sport e l’associazionismo, Sandro Tacconi – riusciremo a trovare una risposta, a migliorare quello che si può migliorare. Lo sport, nel corso degli anni, ha conosciuto diverse ere geologiche: in passato le pubbliche amministrazioni si occupavano esclusivamente del punto di vista impiantistico, senza pensare a nessun tipo di programmazione, mentre oggi siamo arrivati a considerarlo un motore dell’economia. Basti pensare che in Toscana il 10% del turismo è di tipo sportivo».
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