Il Tirreno

Materiale "misterioso" in spiaggia: esclusi i metalli pesanti. Indaga anche l’Arpat

di Manolo Morandini
I tecnici dell'Arpat sulla spiaggia di Marina di Cecina
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I tecnici dell'Arpat sulla spiaggia di Marina di Cecina

Il materiale maleodorante trovato a Marina di Cecina a una profondità di 30 centimetri. I primi risultati delle analisi eseguite dal laboratorio incaricato dai 5 Stelle

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CECINA. Centro. Al primo tentativo escono già due agglomerati di materiale maleodorante. Non devono scavare molto i tecnici Arpat per portare alla luce le tracce di quella misteriosa sostanza segnalata nei giorni scorsi nel tratto di litorale interessato dal ripascimento che si è concluso a giugno. Il tratto di litorale interessato è quello tra gli stabilimenti balneari Settebello e La Perla, dove è stata sversata la sabbia prelevata dalla bocca del fiume Cecina.

Le indicazioni in attesa delle risposte che potranno arrivare dalle analisi di laboratorio sono precise. Dagli uffici Arpat,anche tenuto conto della profondita a cui si trova il materiale, non ci sono ragioni per interdire l’accesso in quel tratto di litorale. L’episodio è definito eccezionale e a memoria non vengono segnalati casi analoghi. Escluso che si tratta di una sostanza radioattiva l’eventuale presenza in tracce di metalli pesanti non viene ritenuto un pericolo per chi fruisce di quel tratto di mare.

È il primo mattino del 31 agosto. Sulla spiaggia, complice l’ultimo giorno del mese e il meteo inclemente, non si incrociano bagnanti. Scavano a una profondita di una trentina di centimetri i tecnici Arpat e si imbattono in quello per cui sono stati inviati sul posto su richiesta del Comune di Cecina. Un passaggio che prende le mosse dalla segnalazione diffusa sui social del ritrovamento di questa misteriosa sostanza.

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La prima segnalazione è del 26 agosto. Due turisti scavano in riva al mare e sotto la sabbia trovano degli agglomerati maleodoranti. A ricostruire l’accaduto sono gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Cecina che si sono visti bussare alla porta della propria sede. La cautela è d’obbligo, anche da parte di chi da sempre avanza dubbi sulla qualità delle sabbie utilizzate per il ripascimento del litorale, nonostante le analisi eseguite a campione abbiano a più riprese certificato la salubrità. I 5 Stelle hanno provveduto a ritirare il materiale e ad inviarlo a un laboratorio di analisi privato per conoscerne la composizione.

È la tarda mattinata del 31 agosto quando i 5 Stelle ricevono il primo responso dal laboratorio. Ed è confortante. «L’analisi delle componenti inorganiche hanno escluso la presenza di metalli pesanti, come nichel e cromo, o sostanze tossiche che possano destare allarme per la loro pericolosità», affermano dalla sede del Movimento 5 Stelle. «Per le componenti organiche, che sono quelle a cui si deve il forte odore di questi misteriosi agglomerati, e le analisi batteriologiche dovremo attendere ancora qualche giorno». E precisano: «Non c’è da fare facile allarmismo e neppure vogliamo sostituirci agli enti competenti – sottolineano –. Il nostro compito è di vigilare sulla situazione delle nostre spiagge e per questo ogni anno provvediamo ad effettuare delle analisi di controllo, presso un laboratorio privato, di un campione di sabbia prelevato in zona Gorette».

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