La protesta
Insieme ai cani a scavare in mezzo alla polvere
Il racconto dei volontari della Pubblica assistenza di ritorno da Amatrice La labrador Sissi, una veterana di 8 anni, si è anche ferita alle zampe
ROSIGNANO. «Hanno fatto chilometri, camminato, scavato e cercato. Sono tornati da Amatrice i nostri quattro operatori Stefano, Bruno, Sissi e Merlino. Bentornati ragazzi!» La Pubblica assistenza di Rosignano accoglie così, con un messaggio affettuoso su Facebook, i suoi volontari che il 24 agosto sono partiti per le zone terremotate, inseriti nei primi scaglioni di soccorso. Due unità cinofile formate dai cani addestrati alla ricerca nelle macerie, la labrador Sissi e il golden retriever Merlino, e i loro conduttori Stefano Livio e Bruno Lupi. Un’eccellenza, le unità cinofile dell’associazione rosignanese, intervenute in altri eventi calamitosi. I volontari della Pubblica assistenza di Rosignano sono arrivati direttamente ad Amatrice, il paese raso al suolo il 24 agosto, sotto al coordinamento dell’Anpas toscana a disposizione del Coc (centro operativo comunale) che dipendeva dal soccorso alpino. «Abbiamo lavorato per due giorni e due notti - racconta Stefano Livio - in una squadra con due infermieri, 8 tecnici, un caposquadra». Loro erano le unità cinofile, con Sissi e Merlino. Hanno scavato nella polvere, macinato chilometri, pochissimo sonno. «Si lavorava male - dice il volontario, di professione idraulico - in mezzo alla polvere, con le macerie che ancora cadevano, l’odore di morte, in vicoli molto stretti perché Amatrice era un paese medievale e le strade erano anguste, a parte la zona dell’albergo Roma. I cani sono stati bravi, purtroppo abbiamo estratto solo cadaveri, veniva giù roba di continuo. Si doveva mandare avanti i cani».
Una situazione di rischio molto elevato. «Alla fine i cani erano esausti - continua Livio -. Sissi, che ha otto anni ed ha già operato sul terremoto dell’Aquila, si è anche fatta male con escoriazioni alle zampe posteriori ed ha inalato molta polvere». Secondo il veterinario dovrebbe riprendersi pienamente in una settimana. Poi, probabilmente, dovrà lasciare il posto ad un cane più giovane, per un meritato riposo in famiglia (è di proprietà di Livio).
Intanto gli interventi di soccorso proseguono con il coordinamento dell’Anpas provinciale, che programma le partenze a rotazione in base alle specialità richieste: ieri sono partiti i volontari di Piombino. Nei giorni a venire partiranno altri scaglioni. «Le operazioni saranno lunghe - dice il presidente della Pubblica assistenza di Rosignano Nicola di Paco - e c’è bisogno di organizzazione. La Pubblica assistenza opera in tre campi, due di Anpas e una colonna mobile regionale. L’attività si concentra nell’assistenza agli sfollati. Ma è una situazione difficile, si fanno anche 30 chilometri a piedi per recarsi da un posto all’altro vicinissimo, all’interno della stessa località distrutta, in mezzo alla polvere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
