Il Tirreno

Raro esemplare di pappagallo rubato dal parco Gallorose

di Alessandro Bientinesi
Ingresso Gallorose e Martina un ara gola blu
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Ingresso Gallorose e Martina un ara gola blu

Cecina, il furto nella notte all'interno della struttura Gallorose. La direzione del parco mette a disposizione una ricompensa a chi fornisce indicazioni utili ad acciuffare i ladri

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CECINA. Fino al 1976 se ne ignorava addirittura l’esistenza. Un raro esemplare di ara gola blu, pappagallo boliviano inserito nella lista delle specie in pericolo critico di estinzione. Un uccello di grande valore, anche economico. E forse per questo rubato nella notte tra il 24 e il 25 agosto dal parco Gallorose di Cecina. Un colpo inusuale, il primo subito di questo tipo dalla struttura in località Cedrino.

«Chi l’ha portata via conosceva benissimo l’importanza di questo animale e l’ha presa di notte, mentre dormiva, forzando le misure di contenimento – spiega Massimo Ceppatelli, responsabile del parco che a breve diventerà zoo –. I ladri hanno saltato la recinzione dal lato della vecchia biglietteria, hanno fatto un tratto del percorso guidato, quello del parco in direzione Casale, e con delle cesoie hanno forzato i lucchetti della gabbia del pappagallo. Questo ha tutta l’aria di essere un furto su commissione». Sì perché Martina, questo il nome dell’esemplare di ara glaucogularis, oltre ad essere una delle mascotte del parco Gallorose, ha un mercato importante.

«Forse qualcuno che ha un maschio della stessa specie ha pensato di rubare Martina per la riproduzione – dice Ceppatelli –. Ogni esemplare ha un valore che si aggira intorno ai 5.000 euro. Il vero problema, per noi una tragedia, è che il nostro esemplare ha quasi 17 anni. E manca di una grossa parte dell’ala destra, andata perduta quando era ancora nel nido, prima di arrivare al parco, a causa di un incidente con la madre. Con noi è dal 2001, quando l’acquistammo da un privato di Bologna, che a sua volta l’aveva prelevata dall’Olanda, all’epoca per un prezzo di 6 milioni di lire». Al di là dei soldi per i responsabili della struttura, ma anche per i tanti visitatori, una perdita importante. «Chi ha portato via il pappagallo conosceva sì il suo valore economico, ma non sapeva assolutamente nulla del legame che si crea tra Martina, animale dall’intelligenza e dalla socialità estrema, e chi si occupa di lei ogni giorno – racconta amareggiato Ceppatelli –. L’animale potrebbe sviluppare problemi psicologici, perdere peso e rifiutarsi di mangiare. Chiunque abbia fatto un atto del genere è un criminale. Noi tutti del parco siamo amareggiati e distrutti e offriamo una ricompensa di 500 euro a chi sia in grado di darci delle informazioni dettagliate per ritrovare quella che era diventata, insieme ad un altro pappagallo, Biancone, la mascotte della struttura».

Parco con oltre 150 specie al suo interno, molte rare. Il pappagallo rubato era iscritto al Cites, la lista delle specie protette a rischio di estinzione. Nel frattempo dal Gallorose è già partita una comunicazione ufficiale ai vertici nazionali dell’ordine dei veterinari, mobilitato affinché chiunque si dovesse rivolgere ad una clinica in tutto il territorio nazionale per curare un esemplare come quello rubato a Cecina possa essere immediatamente segnalato alle forze dell’ordine. Nel frattempo, sulla pagina Facebook del parco Gallorose è stato pubblicato un messaggio con la richiesta di massima diffusione e condivisione e dal titolo eloquente: “Anche i furti nei parchi sono ora cosa reale”.

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