Il dolore
«Borgo chiuso, il mio nipotino come ostaggio»
CASTAGNETO CARDUCCI. Qualche etto di prosciutto e uno spicchio di formaggio da comprare all’ultimo tuffo nei negozi del borgo. Un nipotino di 9 anni al seguito. E lo sbarramento delle biglietterie...
CASTAGNETO CARDUCCI. Qualche etto di prosciutto e uno spicchio di formaggio da comprare all’ultimo tuffo nei negozi del borgo. Un nipotino di 9 anni al seguito. E lo sbarramento delle biglietterie del festival del teatro di strada Sognambula da superare. Per farlo le viene chiesto di lasciare il bambino a garanzia. «Una cosa così non mi era mai successa», dice la donna.
Sono le 18,30 quando la signora che risiede all’esterno dell’area off limits del centro storico di Castagneto Carducci, chiusa dalle 17 per l’evento, si presenta a uno degli ingressi e chiede di poter passare. Risultato: «Lei può entrare, ma il bambino resta fuori a garanzia». Così la donna ricostruisce ciò che le è stato detto nel tardo pomeriggio del 26 agosto dagli addetti a uno degli ingressi. «Devo andare in due negozi del centro». Così la donna racconta di essersi presentata e chiesto di poter passare. «Non hanno voluto sentire ragioni, con me non avevo il documento d’identità ma solo dei soldi necessari per fare questi acquisti». E ancora: «A chi si trovava alla biglietteria ho fatto presente che non avevo alcuna intenzione di restare all’interno per vedere lo spettacolo, che tra l’altro stavano ancora allestendo, ma che fatta la spesa sarei dovuta andare a casa per preparare la cena al mio nipotino».
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