Sicurezza
La cocaina si spaccia nel bosco
Ancora un arresto al Saracino, marocchino reagisce agli agenti minacciandoli con un pennato
ROSIGNANO. Ormai non è più un mistero che i boschi ed i campi del Sarracino, tra Marittimo e la 206, sono diventati il nascondiglio preferito per gli spacciatori di droga. Perlopiù cocaina.
Diverse le vie di fuga, mulattiere e sterrate lontane dal traffico abituale, macchia dove proteggersi e poi da un lato la via Emilia, dall’altro la variante Aurelia che sono ad un tiro di schioppo. Caratteristiche che rendono quest’area prescelta da pusher isolati o bande criminali. Da mesi le forze dell’ordine hanno messo gli occhi sulla zona, conosciuta ormai dai clienti a caccia di cocaina, non solo del luogo. E si contano numerose, oltre ad attività di controllo, anche alcuni arresti operati nei confronti di spacciatori, soprattutto nordafricani.
L’ultima operazione è stata condotta in sinergia da Polizia di Stato e Corpo Forestale. E’ di alcuni giorni fa, esattamente di martedì scorso.
Stavolta intervengono gli uomini della squadra investigativa del Commissariato di Rosignano Solvay insieme ai “Falchi” della squadra mobile di Livorno e agli agenti del Corpo Forestale. Da giorni arrivano segnalazioni: il bosco è meta di spaccio.
Gli agenti iniziano i controlli. Intorno alle 15 identificano un acquirente. L’uomo entra con la propria auto nel bosco, percorre la sterrata, poco dopo ne esce ma viene fermato dai poliziotti. Che gli trovano addosso 1,5 grammi di cocaina che vengono sequestrati. Al cliente viene ritirata la patente.
A questo punto le forze dell’ordine iniziano a perlustrare il bosco. E s’imbattono in un uomo che, alla vista degli agenti, scappa. Ne inizia un inseguimento nella macchia ma quando sta per essere raggiunto e braccato, estrae dalla cintura dei pantaloni un pennato con il quale minaccia gli inseguitori. I poliziotti riescono tuttavia a bloccare e disarmare l’uomo, non senza fatica. Uno di loro si ferisce - contusioni ed escoriazioni guaribili in 4 giorni di prognosi, come da referto del pronto soccorso.
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Il nordafricano fermato viene perquisito. Saltano fuori bustine di cocaina, ma anche hashish. La droga e in buste sigillate di cellophane. I poliziotti gli sequestrano anche il telefonino, che potrebbe fornire elementi utili per l’indagine. E diverse banconote da 10, 20 e 50 euro che gli investigatori ritengono probabile provento di spaccio.
All’identificazione (l’uomo era sprovvisto di documenti per cui sono stati necessari accertamenti e rilievi fotodattiloscopici) è risultato essere un cittadino marocchino di 29 anni, già noto alle forze dell’ordine con precedenti per reati contro il patrimonio e lo spaccio di sostanze stupefacenti. E’ stato arrestato e condotto in carcere alle Sughere di Livorno.
Nel marzo scorso l’uomo era stato arrestato dai carabinieri sempre per spaccio e resistenza. Ed ancora una volta i boschi del Saracino erano diventati i luoghi prescelti per la sua attività.
Qui, negli ultimi anni, le forze dell’ordine sono intervenute diverse volte.
Due anni fa fu fermato ancora un marocchino che cerco di sfuggire ai carabinieri brandendo un machete. Nell’occasione fui sequestrata cocaina (8,6 grammi), una bilancina di precisione, soldi, materiale per confezionare le dosi ed anche una bomboletta spray al peperoncino.
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