Sicurezza
Spiagge pubbliche o private? Venti di guerra sulla battigia
Dopo il blitz della guardia costiera, continua la polemica sugli ombrelloni lasciati in spiaggia incustoditi durante il giorno. Ma per il Comune è regolare
ROSIGNANO. Si alzano presto la mattina. Arrivano su una delle spiagge libere presenti sul territorio comunale. Piazzano ombrelloni, sdraio e teli da mare per occupare i posti in prima fila. Poi tornano a casa: una colazione, qualche acquisto nei negozi o nei supermercati della zona. Con calma. Tanto il posto in spiaggia è assicurato. Nonostante gli appelli di queste settimane ad una corretta gestione degli arenili pubblici, e nonostante i sequestri della guardia costiera di ombrelloni lasciati incustoditi durante la notte fino alla mattina alle 8,30 (orario vietato dal regolamento demaniale) continuano le proteste di molti villeggianti e residenti sull'occupazione delle spiagge libere. Spiagge che da pubbliche, di fatto, vengono trasformate in private da chi si accaparra il primo posto al sole. Accade a Vada, nella spiaggia libera vicina al pontile Lamberti, zona Tripesce; accade a Caletta, nella piccola spiaggia libera, a Rosignano Solvay sul lungomare Colombo al Lillatro e alle Spiagge bianche.
«Abbiamo le mani legate». Eppure, a parte il richiamo ad un corretto utilizzo degli arenili, l'appello a comportamenti sul senso civico, poco possono fare gli organi di controllo. Il regolamento demaniale parla chiaro: è vietato lasciare ombrelloni, sdraio, sedie e varie attrezzature dalle 20 alle 8 del mattino. Non c'è nessun divieto esplicito a lasciare le attrezzature sulla spiaggia dopo le 8. Ecco allora che infuriano le proteste di chi arriva al mare, anche attorno alle 9, e trova la spiaggia invasa da ombrelloni e sdraio vuote. Lasciate lì, solo per prendere un metro quadrato di arenile. Insomma, spiagge libere che di fatto diventano private da chi, puntando le lancette della sveglia all'alba, scende in spiaggia per accaparrarsi il posto migliore. Molti i villeggianti che protestano e che chiedono controlli da parte della Guardia costiera e dei Vigili urbani.
Controlli difficili da effettuare. «Il problema si evidenzia al mattino - dice l'assessore Piero Nocchi con delega alla Polizia municipale e patrimonio - per quanto abbiamo potuto verificare dai controlli, salvo rare eccezioni, durante la notte gli ombrelloni e le sdraio vengono tolti dagli arenili pubblici; per riapparire al mattino attorno alle 8. Prendere il posto che più ci aggrada e poi tornarsene a casa non è un comportamento corretto».
Occupazione del suolo pubblico? Una sorta, insomma, di occupazione di suolo pubblico: «Ma come puoi controllare? - dice Nocchi - è impossibile inviare agenti di Polizia municipale tutte le mattine lungo le spiagge libere della nostra costa. E poi, come è possibile sanzionare un turista che magari ti dice di aver lasciato ombrellone e sdraio per andarsi a prendere un caffè o a fare un giro nei dintorni?»
Stessa risposta da parte dell'assessore all'urbanistica e demanio Margherita Pia: «Di fatto non ci sono elementi per normare l'uso delle spiagge libere durante il giorno. Impossibile controllare se i turisti che lasciano teli, sedie e ombrelloni in spiaggia sono in quel momento a fare una passeggiata sulla riva, a fare colazione o semplicemente si sono allontanati per mezz'ora. Diverso è se gli ombrelloni e le varie attrezzature sono state date in affitto. In quel caso spetta allo stabilimento balneare piuttosto che al Punto azzurro togliere le attrezzature lasciate incustodite sulla spiaggia».
Questione di orario. E diverso è anche se gli ombrelloni e quant'altro vengono lasciati sulle spiagge prima delle otto del mattino. «Questo - conclude Pia- non è consentito dal regolamento del demanio».
Non rimane che fare una appello ai fruitori degli arenili liberi: «Un invito all'uso corretto delle spiagge libere - dice Nocchi - mettere le attrezzature solo quando andiamo in spiaggia e toglierle quando torniamo a casa pensando che altri villeggianti hanno il diritto di godersi di quello spazio pubblico».
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