Sicurezza
Cercasi progetto per fare uno spazio da mettere in rete
Il presidente di Mestizaje: «Servono degli operatori formati» A ottobre alla Ladronaia il torneo per “Clandestinamente”
CECINA. L’integrazione passa anche per lo sport. In questo caso il calcio. Un’occasione per accedere i riflettori sul campetto della Ladronaia lasciando all’esterno le polemiche e cercando di superare le criticità. Le intenzioni dell’associazione Mestizaje sono chiare: fare integrazione e formazione, così da far rivivere quello spazio partendo proprio da chi lo frequenta quotidianamente. Un’idea che si inserisce all’interno della manifestazione “Clandestinamente”, in programma l’ultimo fine settimana di ottobre e che, quest’anno, includerà nel calendario anche il torneo di calcetto nel campetto realizzato in zona Ladronaia e finito al centro di diverse polemiche.
«La situazione è un po’ più complessa perché a monte – spiega il presidente dell’associazione, Domenico Di Pietro – c’è un accordo con l’amministrazione comunale per dar vita ad un progetto che potesse far vivere la struttura e gli spazi attigui tramite interventi attivi, un uso consapevole degli spazi e il rispetto degli stessi. Quando è nato il progetto, insieme con noi erano presenti altre associazioni che, però, con il tempo sono venute meno per cui siamo rimasti soli e senza la forza di portare avanti progetti quotidiani».
Un’assenza che ha pesato sul progetto di integrazione e, più in generale, di riqualificazione dell’intera zona come nelle intenzioni dell’amministrazione comunale e a cui ora si sta cercando di porre rimedio.
«Come associazione organizziamo eventi e non abbiamo la capacità, anche solo strutturale, di garantire una presenza costante, per cui ad oggi non siamo riusciti a mettere in piede progetti di integrazione e formazione che, per natura, necessitano di attività integrate costanti se non quotidiane. Un progetto che – dice Di Pietro – deve prevedere operatori formati su educazione di strada, che accompagni i ragazzi nella gestione degli spazi pubblici e che possa sfociare anche in una gestione del campo stesso, un’autogestione consapevole della struttura». Che aggiunge: «È per questo motivo che abbiamo accolto positivamente l’idea dell’amministrazione di contattare la Oxifam. Ora si tratta di sedersi attorno ad un tavolo e creare una progettualità che stia in piedi».
Il campetto è l’unica struttura in città della quale si può fruire liberamente e l’intenzione è ancora «quella di farlo restare libero, andando oltre la semplice sorveglianza e la pulizia, e di creare uno spazio destinato ai ragazzi inserito all’interno di una rete dove convivono gli altri spazi, tanti, che ci sono a Cecina in cui si fa formazione, come l’oratorio, la ludoteca Fantasia, la biblioteca comunale».
Leondina Marulli
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