Il dolore
«Troppi malati per inquinamento»
Marchi (Md): «Solvay ha scaricato da decenni varie sostanze in acqua e aria»
ROSIGNANO. «Ce n'è abbastanza, tra emissioni dirette in atmosfera ed esalazioni dal fosso bianco e dal mare, per far sospettare al cardiologo Marabotti e agli altri professionisti, che hanno redatto il recente studio, che l'aumento delle patologie cardiache a Rosignano siano collegabili all'inquinamento». Lo fa notare Maurizio Marchi di Medicina democratica, che sottolinea come «ci siamo riguardati i documenti ufficiali, attestanti le quantità e le qualità dichiarate da Solvay degli inquinanti riversati in mare. Iniziamo con i cloruri, riversati in quasi un milione di tonnellate (1.072.000 tonnellate nel 2013). Denunciando negli anni precedenti gli immensi sprechi di cloruri, ed individuandoli come cloruro di sodio (sale volterrano), quantificate da Solvay in 700.000 tonn/anno per almeno due anni di seguito (2011 e 2012) , la nostra associazione veniva rimbeccata a sproposito da Arpat, che affermava (nota del 25.9.15 Arpatnews) che non si trattava di cloruro di sodio, ma cloruro di calcio, come se il cloruro di calcio (il granulato già usato per sciogliere il ghiaccio sulle strade), Solvay non lo ottenesse con il cloruro di sodio, ma con la farina di grano duro».
Marchi prosegue ricordando che «anche che la produzione di cloruro di calcio fu dichiarata da Solvay come una delle misure per abbattere le (sottostimatissime) 200.000 tonnellate di solidi sospesi scaricati in mare nel 2003, all'atto della stipula dell'Accordo di programma, poi non rispettato nell'indifferenza di tutte le istituzioni, fuorchè la Procura della Repubblica, che aprì un'inchiesta - su esposto di Md - ancora aperta. Oggi tirando un po' di somme, possiamo dire - prendendo per buone le 146.000 tonn. di solidi sospesi ancora scaricati in mare da Solvay, attestate a Arpat - che Solvay scarica in mare 1.072 tonnellate di solidi carbonatici, oltre 5 volte di più del 2003». Marchi spiega che «restano ovviamente tutte le altre sostanze più altamente tossiche e cancerogene negli scarichi Solvay: sempre nel 2013 la multinazionale dichiara 1,9 tonnellate di arsenico, 3,17 tonn di cromo, 4,96 tonn. di piombo, ben 17,9 tonn di zinco, 1,8 tonn di nickel, 1,7 tonn di rame, 19 kg di cadmio e - immancabile - 53 kg di mercurio. Oltre a questa gamma di metalli pesanti, 419 tonn di azoto, 49 tonn di fosforo e 41,3 kg di triclorometano, più noto come il cancerogeno cloroformio. Gli scarichi in atmosfera di Solvay, escludendo le centrali turbogas e il polietilene di Ineos, sono altrettanto preoccupanti: nel 2013 sono state emesse 286.000 tonn di biossido di carbonio, 199 tonn di ammoniaca, 128 tonn di ossidi di azoto, 2,58 tonn di idroclorofluorocarburi. Le emissioni di cloro non sono dichiarate. Altro che la crociera della Legambiente con la Goletta verde».
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