Il Tirreno

Vandalo a scuola messo in fuga da un operaio

San Vincenzo, sul caso indagano i carabinieri Danni in alcune aule, nei corridoi e in un bagno

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SAN VINCENZO. Faccia a faccia con un operaio del Comune. È giovane e non dovrebbe essere in quel luogo. All’interno dei locali della scuola elementare Rodari, a San Vincenzo. Sono da poco passate le 7 del mattino quando avviene l’incontro con il dipendente comunale. Il ragazzo scappa. Fa perdere le sue tracce. Ma lascia i segni dell’incursione nell’edificio. Danni materiali, nelle classi, nei corridoi e nei bagni. Stando ad un primo riscontro del personale scolastico niente è stato rubato. E per l’orario e le modalità gli inquirenti tendono ad escludere la pista del furto. Allargano però il cerchio. L’azione sarebbe il frutto di più mani.

È il primo mattino del 18 agosto quando viene dato l’allarme. L’operaio avvisa i superiori. Vengono allertati i carabinieri e la polizia municipale. Sul posto per il sopralluogo arrivano anche l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Russo e la dirigente scolastica Claudia Giannetti. La ricognizione parte da quel vetro sfondato a lato della porta d’ingresso principale. Si seguono le tracce. Si mettono in fila i danni.

Un estintore svuotato in un corridoio. Barattoli di colori a tempera sparsi sul pavimento e sui banchi in alcune aule. Scritte ingiuriose alla lavagna. Acqua sul pavimento di un bagno. E in questo caso i danni avrebbero potuto essere più ingenti. La tecnica dei vandali è precisa. Rubinetti aperti al massimo della loro portata e scarichi ostruiti. Il piano allagamento però salta. Quando sul posto arriva l’operaio del Comune l’acqua ha iniziato da poco a defluire sul pavimento.

Sul caso indagano i carabinieri di San Vincenzo. Non trapelano indiscrezioni ma viene fatto capire che c’è una pista da battere per risalire all’identità di chi è stato trovato nella scuola e si è dato alla fuga.

L’orario, di primo mattino. I segni degli atti vandalici, ai danni di un edificio in cui gli operai comunali stavano lavorando in vista del nuovo anno scolastico. Il fatto che le apparecchiature informatiche, le lavagne multimediali, non siano state toccate. La giovane età di chi è stato trovato all’interno della scuola. Tutto fa propendere per l’ipotesi che chi ha agito voleva fare danni. Segnare quegli spazi con gesti di rabbia gratuita e stupida. Tanto che si parla di un campanello di allarme di disagio sociale.(m.m.)

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