Sicurezza
Centinaia di persone alla cena nel nome della piccola Gaia
Vada, cena di solidarietà al campo sportivo. La mamma della bimba: «Mai più tragedie come la nostra» La famiglia lotta per ottenere dispositivi di allarme nelle auto
VADA. Grande emozione e grande partecipazione. Cittadini vadesi ma anche turisti, famiglie intere, genitori, nonni ma soprattutto bambini, tanti bambini di ogni età con la loro allegria e spensieratezza, protagonisti inconsapevoli della serata.
Sono tante le persone, 350 secondo gli organizzatori, che hanno risposto all'appello partecipando alla cena di beneficienza per Gaia, la bimba morta mercoledì 27 luglio dopo essere rimasta chiusa per alcune ore nell'abitacolo dell'auto. La serata è stata organizzata dai genitori dei compagni di classe di Greta, la sorella di Gaia, in collaborazione con le associazioni Pro Loco e A.S.Vada, che ha messo a disposizione anche la location. Lo scopo degli organizzatori e della famiglia di Gaia in primis, era quello di sensibilizzare l'opinione pubblica affinchè questi episodi vengano evitati.
«Sono qui stasera a parlarvi perché questi episodi disumani non accadano mai più - ha dichiarato Michela Cervasio, la madre della piccola Gaia, durante il suo intervento - sono una mamma lavoratrice che deve incastrare lavoro e famiglia per far girare al meglio il meccanismo quotidiano, ma soprattutto sono una mamma attenta alle esigenze della propria famiglia. Quel maledetto giorno qualcosa si è inceppato, sono stata ingannata dalla mia stessa routine. Ero convinta che Gaia fosse al nido, al sicuro. Basta un attimo, un black out, per rovinare tutto. E' una vita frenetica, una centrifuga che non si ferma. Ci vuole un cambio di mentalità e smettere di pensare che a noi non potrebbe mai succedere. I nostri bimbi vanno salvaguardati perché sono l'anello debole della catena».
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«Questa serata è solo l'inizio di un percorso - ha aggiunto Stefano Onida, padre di Gaia - la fondazione Gaia Onida avrà lo scopo di divulgare quanto sia importante l'umiltà genitoriale. Non sentiamoci infallibili, può succedere a tutti. Ci batteremo per rendere obbligatori, attraverso una legge, i baby security alert, i dispositivi di sicurezza salvabimbi, che ti avvisano se a motore spento il bambino continua ad essere allacciato al seggiolino».
Interviene infine il dottor Riccardo Ristori, che ha partecipato alle manovre di rianimazione della piccola Gaia e studia i casi di morte infantile, parlando del programma "Bimbi sicuri" e della prevenzione degli incidenti. «Per prevenire simili incidenti, è importante capire che è possibile che avvengano - ha spiegato - In situazioni di stress si può verificare un'alterazione della capacità di riflettere, un black out. Ovvero resta impresso nella memoria un falso ricordo, un avvenimento del giorno prima e agiamo secondo quel ricordo. Nei questionari che somministriamo in forma anonima, una persona su quattro ammette che gli è successo un episodio del genere, solo che il bambino era sveglio e ha attirato in qualche modo l'attenzione evitando così la tragedia. Non siamo infallibili, dobbiamo essere consapevoli del fatto che può succedere a tutti».
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