Il Tirreno

Basta gioco senza regole la Ladronaia è a un bivio

di Alessandro Bientinesi
Basta gioco senza regole la Ladronaia è a un bivio

Tra le ipotesi al vaglio dell’amministrazione quella di illuminare l’impianto Un luogo di ritrovo e di integrazione in cui dare calci al pallone in libertà

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CECINA. Porte da gioco nuove di zecca installate all’inizio dell’estate al posto di quelle vecchie rugginose e pericolanti. Nuova anche parte della recinzione e sistemata la struttura inizialmente pensata come spogliatoio. Divenuta la sede di Federcaccia e associazione Mestizaje che dovrebbero occuparsi della pulizia della zona (una sorta di controllo anti degrado) e della creazione di progetti ed eventi in grado di far vivere al meglio l’impianto. L’impegno e le direttive dell’amministrazione comunale, però, non sembrano aver portato risultati significativi per far sì che, ciclicamente, il campo di calcio della Ladronaia non si trasformi in una sorta di discarica a cielo aperto. Spesso bivacco notturno o preso di mira da vandali e balordi che sporcano e danneggiano a fasi alterne quello che è ormai l’unico spazio libero dove chiunque può giocare a calcio. Divenuto anche per questo luogo di ritrovo e simbolo allo stesso tempo dell’integrazione visto che l’impianto comunale viene frequentato soprattutto da giovani cittadini provenienti da varie zone dell’Africa, così come Turchia, Romania, Albania e molti altri paesi dell’est Europa.

Molti cittadini vorrebbero che il Comune affidasse la gestione dell’intera struttura (e non soltanto degli ex spogliatoi), che vede la presenza anche di un campino da basket e un’area cani, ad associazioni o privati. Dicendo addio, certo, all’ultimo spazio libero presente in città per giocare a calcio (e integrarsi, visto che anche molti ragazzi italiani frequentano il campino), ma avendo maggiori garanzie anti degrado in un quartiere oggetto più volte di episodi preoccupanti.

Un bivio al quale lo stesso Comune sembra aver pensato. Uno dei punti mai presi in considerazione, però, è quello dell’illuminazione del campo. L’impianto è usufruibile soltanto nelle ore diurne. Dunque nel periodo estivo almeno fino alle 19 o nel mese di luglio anche alle 20, ma non certo nelle ore centrali del giorno. D’inverno, al contrario, al campetto si gioca quasi unicamente dalle 14 alle 16, massimo 16,30. E la domenica mattina e pomeriggio. Poi l’impianto resta al buio e inutilizzabile da chiunque.

Anche per questo, al netto dei tentativi di controllo e delle riunioni organizzate dalle associazioni che hanno sede da alcuni mesi proprio a pochi metri dal manto sintetico (rovinato), proprio le tenebre sono tra i motivi principali dell’usura e del degrado del campetto della Ladronaia. Se, dunque, si vuole garantire uno spazio libero bisogna investire e le nuove porte da gioco e la recinzione non bastano.

Serve far vivere il campo più a lungo e il punto di partenza non può che essere un impianto di illuminazione che lo renda fruibile anche nelle ore notturne. Probabilmente trovando una formula ibrida: far gestire gli accessi a privati o associazioni ma garantendolo per tutti, e senza costi, nelle ore diurne. A pagamento, per il mantenimento della struttura e le spese di chi si fa carico della gestione, nelle ore di maggiore interesse per questi tipi di impianti, dunque dalle 18 fino alle 23 circa. Una via che dal Comune potrebbero prendere in seria considerazione, con un investimento in grado di rendere più appetibile un eventuale bando di gestione.

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