Sicurezza
Musica in piazzetta: bene per tutti
Alcuni negozianti protestano, ma è così che si riattiva un “giro”
Cosa fa bene al turismo? Cosa aiuta Castiglioncello a rinverdire il suo “giro”? La “Comunità ranauottolo", una comunità di Facebook castiglioncellese che spesso si occupa (e preoccupa) di ciò che ci sta attorno, scrive una lettera aperta ai commercianti. Eccola.
I tempi sono duri per tutti, si sa. Detto questo, meglio un'attività in piazzetta che allo Scapigliato, che ne dite?! Perché non sfruttare al meglio tale privilegio? Non viene sfruttato al meglio per un motivo semplicissimo: la piazzetta è stata un centro di aggregazione naturale anche quando non c'era niente (eventi etc). Perché? Perché era stato seminato via via il terreno e, infine, era arrivato il raccolto. Adesso quei semi (Ciucheba, le Spianate, i "vip") i cui frutti sono stati spremuti oltre la loro stessa esistenza, non possono dare più succo (e infatti, ad esempio, prezzi così alti non sono giustificati nemmeno dal nostro bel mare e dai nostri bei tramonti - ma è un'altra storia). Nel frattempo, una semina è stata fatta a Marina di Cecina che, oltre alla bellissima pineta, non ha niente, se non l'unica cosa fondamentale che giustappunto connota il raccolto dopo il seminato: un giro. Ci si va in generale, per vedere che c'è, che succede, chi c'è: si godono i frutti della semina; s'è ottenuto un giro.
Allora, nel momento in cui Gianluca Vivoli e Wilma Mattioli (che hanno due attività in piazzetta) si fanno promotori di un'iniziativa per riprendere a seminare - il riferimento è a GiovediBand, ovvero l'idea di portare un gruppo ogni volta diverso che suona e fa ballare e cantare, con cadenza settimanale - e molte altre delle attività si lamentano perché la gente viene a sentir suonare e non a vedere le vetrine dei negozi, mi chiedo quanta sia la capacità di chi gode di un fondo nel centro di Castiglioncello, di comprendere il suddetto concetto di semina. E a costoro chiedo: vi siete accorti che a parte le passeggiate delle famigliole d'estate non viene più nessuno, poiché nessuno pensa ci potrebbe essere qualcosa? Ecco: GiovediBand è uno di questi qualcosa! Poi, nel tempo, la gente riprenderà a venire perché sì: e allora, se ne coglieranno i frutti.
Alcuni negozi hanno chiesto che le band concludano la loro prestazione un po' prima: allora la gente andrà via prima! Perché non viene per vedere le vetrine, viene per l'occasione. Ma poi nella percezione delle persone si riattiverà via via l'idea di andare a vedere cosa c'è in piazzetta, il giorno dopo, la settimana dopo, magari per provarsi quella camiciolina che si è sbirciata mentre si cantava a squarciagola Aveva gli occhi dell'amore….vee-rdi! Perché la piazzetta, sarà percepita nuovamente come un posto vitale; c'è Il Piccinino, che prima non c'era ed è un luogo che dona allegria oltre che buona cucina; il Caffè Ginori che ha una stagione estiva musicale; sono novità, vanno apprezzate.
Il GiovediBand ha un significato aggiuntivo, perché grazie all'idea di Gianluca si sta tentando di mettere insieme (impresa!) tutte le attività (quasi tutte) per finanziare qualcosa di lungimirante per il nostro centro già così sghembo (un transgender urbano mezzo rotatoria e mezzo piazza): un atto intelligente, di quelli che non accadevano da anni. Come quando l'agriturismo De Santis ha fatto della propria attività anche un camping, probabilmente per rispondere alla domanda: "Ma perché, se qualcuno si trova a Castiglioncello e mi chiede se c'è un camping, lo devo dirottare fino alla Mazzanta?!"
Insomma, questi sono semini. Non custodirli, non annaffiarli con cura sarebbe blasfemo.
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