Il Tirreno

«Vietate la pesca alla bau beach»

di Manolo Morandini
«Vietate la pesca alla bau beach»

L’appello del padrone di Kira, la canina salvata dai veterinari dopo aver ingerito un amo

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CECINA. La quantità è imprecisata. Armi micidiali. Grandi e piccoli ami da pesca, tutti archiviati in un contenitore d’acciaio. Spuntano dal groviglio dei fili di nailon. Un monumento alla stupidità di chi li getta incurante dei pericoli sulla spiaggia. Un pezzo alla volta. È la costruzione messa su dai veterinari della clinica Melosi di Cecina che prende forma. L’ultimo tassello esce dallo stomaco di Kira, una giovane setter. È a spasso nell’area riservata ai cani, la bau beach all’altezza della foce del fosso Nuovo, a Marina di Cecina. «L’ho vista tornare da me con un pezzo di filo da pesca che le usciva dalla bocca – dice Antonio Guidi –. Immediatamente ho capito cosa potesse essere successo, aveva ingoiato un pesce compreso di amo e filo abbandonato da un pescatore sulla battigia».

Quella di Guidi è una corsa contro il tempo. «Sono stato costretto a correre dal veterinario che ha proceduto con anestesia, radiografia e relativa gastroscopia sul cane a recuperare l’amo che si trovava nello stomaco dell’animale». «Tutto si è risolto e Kira è tornata in forma – dice – E spero che quanto accaduto possa servire da lezione agli autori di questi gesti irrispettosi». Oltretutto già alcuni giorni prima Guidi è riuscito a intervenire prima che il suo cane ingoiasse una lenza. «Sempre alla bau beach l’ho vista che stava mangiando un pesce con il relativo amo e filo ma fortunatamente sono riuscito a intervenire prima che lo ingoiasse».

Guidi non ha dubbi: «Chi abbandona le lenze in spiaggia commette un atto criminale». E aggiunge: «Parlando con i veterinari sono venuto a conoscenza che la mia esperienza viene vissuta, non solo in estate, da molte altre persone. Tanto è vero che ho potuto vedere in un contenitore molti ami da pesca recuperati dallo stomaco di altri cani. Mi chiedo se chi è abituato a lasciare in spiaggia esche o piccoli pesci con ancora attaccato filo e amo non si rende conto che così facendo può causare gravi danni e lunghe sofferenze, fino addirittura alla morte dei nostri tanto amati animali».

Il padrone di Kira parla da pescatore. «Questi comportamenti scellerati portano discredito a tutta la categoria». E lancia una proposta: «È necessario un intervento delle autorità competenti per sorvegliare quel tratto di spiaggia e garantire un comportamento più consono e rispettoso. E faccio appello affinché venga vietata qualunque attività di pesca in quel tratto. Una soluzione drastica che mi auguro i veri pescatori capiscano».

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