Sicurezza
Rigassificatore, la partita si sposta a Roma
Rosignano ha già detto di no a Edison ma al tavolo ministeriale si decide sulla valutazione di impatto ambientale
ROSIGNANO. Rigassificatore, partita chiusa? O partita che, a questo punto, diventa tutta romana?
Nonostante il no espresso dalla giunta comunale, nonostante la bocciatura incassata da Edison davanti al consiglio comunale, nonostante lo stop alla variante ripetuto da Franchi direttamente al ministro dell'Ambiente Galletti, davanti alla commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale va avanti una partita che sembra aver tagliato fuori Rosignano.
Solo un impressione? Non proprio.
L’ITER CHE FA DISCUTERE.
Una forte preoccupazione - seppur non direttamente espressa - traspare senza equivoci da palazzo civico. Sarebbe emersa proprio in questi giorni in seguito alla pubblicazione da parte di Edison di documenti che rispondono ad una richiesta di integrazioni da parte del Miniambiente.
E' l'iter procedurale intrapreso dalla revisione alla variante Progetto Rosignano, nella fattispecie, a sollevare una serie di interrogativi. Una procedura che fa discutere e che non è passata inosservata perché - sebbene il Comune di Rosignano abbia chiaramente chiesto al Ministero (non solo nei contatti ufficiali, ma anche nei documenti fin qui espressi sotto forma di osservazioni alla variante) di sottoporre il nuovo progetto di Edison a nuova Via - nella commissione tecnica si procede quasi come se così non fosse.
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Del resto è Edison (che fa il suo gioco) a sostenere che questa revisione - in gergo tecnico "variante riduttiva" - non cambia gli scenari rispetto al primo progetto che aveva già incassato la Via ministeriale (18 novembre 2010) ma che era stato bocciato dalla Regione Toscana. Diversa l'opinione dell'amministrazione locale che ritiene, invece, la variante una modifica sostanziale al Progetto Rosignano, che non contempla più la parte industriale del progetto (lo spostamento dello stoccaggio di etilene da San Gaetano) ma che - lo ha detto anche Franchi - aggrava gli scenari di sicurezza sul territorio e si configura come operazione prettamente commerciale.
Cosa succede, allora?
LE RICHIESTE DEL MINISTERO
Succede che l'11 luglio il presidente del gruppo istruttore della commissione tecnica di Via chiede ad Edison integrazioni. Parla di "necessità di acquisire approfondimenti". Che tipo di approfondimenti? Intanto quantificare le emissioni dovute alle autocisterne e alle bettoline per il trasporto di gnl (gas naturale liquido). Ma, attenzione, si chiede anche una "valutazione delle compatibilità delle modifiche progettuali oggetto di procedimento in corso con lo spostamento del serbatoio di etilene dall'area di San Gaetano all'interno del parco industriale Solvay". Si chiede inoltre ad Edison di fornire le controdeduzioni alle osservazioni presentate da enti e associazioni. Ma il Ministero vuole avere anche nuovi elaborati con distanze, cautele, profondità previste per il tracciato della condotta criogenica nei confronti delle opere idrauliche per la sicurezza. E chiede di analizzare "le interferenze segnalate dal Comune di Rosignano tra il nuovo percorso della condotta criogenica e le arginature del progetto per il Fine. Ed infine si chiede ad Edison se la revisione della variante, rispetto al primo progetto, determina una riduzione di prelievi di acqua dolce e migliora l'efficienza della sodiera. A questa richiesta Edison ha risposto. La documentazione, dall'8 agosto è pubblicata sul sito del ministero.
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LA RISPOSTA DI EDISON
Cosa dice la società?
In sintesi, perchè il documento è di 99 pagine (più lo studio di impatto socio economico e i rapporti dei Preliminari di sicurezza), Edison parla di un traffico di 20 mezzi al giorno e al fine della stima delle emissioni calcola sei transiti l’ora (massimo con 3 baie di carico). Si considera il traffico “esiguo” rispetto ai 200 mezzi giorno che solitamente transitano verso la Solvay e si dice che il percorso impianto-autostrada non attraversa centri abitati. Si calcolano 0.08 kg/anno di Polveri sottili (PM2.5); 29 kg/anno di ossidi di azoto (NOx); emissioni assolutamente trascurabili di ossidi di zolfo (SOx). E comunque si definiscono trascurabili le emissioni in generrale. Così come quelle delle bettoline (35 l’anno)
Si sostiene poi che la realizzazion della Variante al Progetto Rosignano “non pregiudica la possibilità di smantellare il terminale di Ineos in un secondo tempo, eventualmente a cura di un soggetto terzo”. Si forniscono approfondimenti sul tracciato della pipeline, il rapporto coi lavori di messa in sicurezza del Fine. Ma Edison risponde anche alle osservazioni di enti (tra cui il Comune di Rosignano e la Regione), associazioni e partiti (Comitato per il No, Cn vadese, Initinere, Medicina Democratica, Movimento 5 Stelle) e cittadini.
IL REBUS DELLA VIA
Ora, naturalmente, scattano altri 45 giorni di termine (si va al 19 settembre) entro i quali enti ed associazioni possono presentare ulteriori osservazioni. Che farà il Comune di Rosignano? Ripresenterà nuove osservazioni? Se l’iter è questo, dovrebbe rifarlo.
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Chi lo farà, sicuramente, è il comitato per il No al Rigassificatore presieduto da Augusto Menconi. Comitato che esprime “grande preoccupazione” per l’evolversi della vicenda. Che rischia di tagliare fuori Rosignano, e la comunità, e giocarsi sull’asse Roma-Firenze. Perchè molto dipenderà dall’esito dell’istruttoria sulla sicurezza avviata dal comitato tecnico regionale. Ma anche da cosa pensa, politicamente, la Regione di questa variante. Con Edison che cerca assolutamente di agganciare il treno “degli impianti nazionali strategici” che il governo Renzi supporta. Con la variante temporale per nulla irrilevante. E’ qui che si gioca il rebus della Via.
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