Gioco
Gli abusivi del pic-nic si fanno spazio nella pineta di Cecina
Cecina, corsa di primo mattino per accaparrarsi e occupare i tavoli con teli e borse frigo Nei tomboli di Marina scene come sulle spiagge libere, con ombrelloni e sdraio
CECINA. Non c’è pineta senza pic-nic e pranzo al sacco. Non c’è pranzo al sacco senza tavolo e panca. Diversi sono i tavoli e le panche sistemate all’interno della pineta cecinese, dove è possibile pranzare e concedersi un po’ di ristoro e di riposo dal sole estivo. E diverse, purtroppo, sono le postazioni “prenotate” da borse frigo e teli da mare, lasciate lì per tenere occupato il posto. Cattive abitudini dure a morire, che resistono sia per singole coppie che per intere famiglie. Abitudini tipiche di tanti che, andando in spiaggia la mattina, lasciano le borse frigo sui tavolini mentre attraversano a piedi la pineta, per assicurarsi un posto all’ora di pranzo senza dover stare troppo a girare.
Un comportamento poco civile, che molti fruitori della pineta, in passato, hanno denunciato e contro cui hanno protestato. Le spiagge libere cecinesi assomigliano sempre più a zone franche, luoghi in cui tutto sembra possibile e legittimo, senza alcun rispetto per le basilari norme di buon senso. Basta una breve passeggiata in pineta per rendersi conto che già dalle 11,30 in molti hanno tenuto per sé un posto all’ombra. Un comportamento che continua, nonostante i sequestri della scorsa settimana effettuati dalla guardia costiera su un altro tratto di spiaggia libera cittadina. Una vicenda simile, che giorno dopo giorno ha visto i toni alzarsi e che non è servita come deterrente né tantomeno a limitare altre forme di abusivismo.
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Soltanto la settimana scorsa, infatti, la guardia costiera è intervenuta con un blitz sulla spiaggia libera compresa tra i bagni Settebello e Rina sequestrando circa 30 ombrelloni e altrettante sedie sdraio lasciate incustodite dai bagnanti una volta sistemate, all’alba, quando cioè la ricerca del posto migliore non può che portare risultati. In molti, infatti, una volta preso il posto, lasciavano ombrellone e sdraio per tornare anche diverse ore dopo, certi del posto in prima fila. Una forma di abusivismo che andava avanti da tempo, che è costata ai bagnanti il sequestro di ombrelloni e sdraio da parte della guardia costiera ma che non sembra servita a reprimere altre cattive abitudini, come quella dei tavoli all'interno della pineta.
Diverse sono state, in passato, le proteste dei bagnanti e dei fruitori della pineta, arrivati addirittura a sedersi sul tavolo occupato dalla borsa frigorifero e consumarne il contenuto. Una forma di protesta goliardica. Sembra questo, tuttavia, l’unico rischio a cui vanno incontro coloro che si riservano il pranzo all’ombra poiché, a livello legislativo, non sono previste particolari restrizioni né sanzioni.
A differenza dei sequestri effettuati dalla guardia costiera la scorsa settimana su un terreno di proprietà del demanio, per quanto riguarda i tavoli in pineta a fare da garante è, esclusivamente, il senso civico dei bagnanti.
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