Il Tirreno

il caso spiagge

Confesercenti «Comune debole con Asa e Sales»

SAN VINCENZO. «Operazioni tampone a cui si augurano di non dover più assistere». Così Confesercenti San Vincenzo intende dare voce alle critiche e proteste ricevute dagli operatori turistici per...

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SAN VINCENZO. «Operazioni tampone a cui si augurano di non dover più assistere». Così Confesercenti San Vincenzo intende dare voce alle critiche e proteste ricevute dagli operatori turistici per quello che sta succedendo alle spiagge e al mare del centro cittadino. «I divieti di balneazione, le alghe e l’erosione sono i principali problemi di quest’anno, presenti da tempo ed eccessivamente sottovalutati dall’amministrazione».

L’ennesimo divieto di balneazione in piena stagione «di cui Asa ha gravi responsabilità, ha contribuito a segnare l’immagine delle spiagge di San Vincenzo – affermano dall’associazione –. Asa è in ritardo con il crono programma stilato quasi due anni fa, non ha ancora completato e risolto le verifiche sulle commistioni tra acque chiare e scure che sembra abbiano causato lo sversamento al fosso del Renaione e non ha segnalato il guasto al depuratore che aveva causato il precedente divieto».

Le alghe sono il secondo e annoso problema. «Quest’anno c’è voluto l’intervento del sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, richiesto dal presidente Fiba Toscana Fabrizio Lotti, per sbloccare una situazione di stallo tra il Comune di San Vincenzo e quello di Castagneto per l’interramento della poseidonia, il provvidenziale parere del Ministero è comunque arrivato troppo tardi vista la mole impressionante di alghe intrappolate dalla barriera soffolta a nord del porto – prosegue l’associazione –. È da anni che i balneari segnalano un aumento dell’accumulo di alghe dovuto alla creazione della barriera, più volte abbiamo chiesto lo studio e la modifica dell’opera».

Il terzo problema è l’erosione a sud del porto. «Anche qui si è pensato di realizzare una barriera soffolta che di fatto ha peggiorato la situazione aumentando l’erosione e rendendo di conseguenza l’acqua torbida, il tutto aggravato dall’affiorare della panchina di tufo tritata e riversata sulla spiaggia ad opera di Sales durante la realizzazione del nuovo porto». Confesercenti cita il geologo Enzo Pranzini, incaricato dal Comune di monitorare e studiare la situazione: «Ritiene vada rivista la valutazione d’impatto ambientale della Regione che ha autorizzato lo sversamento del tufo durante l’escavo del nuovo porto, il quale andava quantomeno frantumato fino a renderlo ghiaia. Una relazione del geologo ha anche evidenziato la non conformità della barriera e dei massi usati per realizzarla».

Dito puntato su Sales Spa. «Fa passare il dragaggio dell’imboccatura del porto come ripascimento per le spiagge, quando invece le prescrizioni della Regione prevedono che a sue spese, studi e realizzi un progetto di lungo periodo e con sabbie idonee, per mitigare il blocco che causa il porto allo scorrere delle sabbie da nord a sud». E conclude: «Le sabbie dell’antiporto non sono idonee al ripascimento, vista la presenza di sabbia fine, alghe e tufo frantumato. Chiediamo quindi che l’amministrazione imponga a Sales e Asa un atteggiamento diverso nel rapportarsi con operatori e cittadini. Sales soprattutto con un opera importante e discussa come il porto si è inserita nel tessuto economico, paesaggistico e sociale del paese come un elefante in una cristalleria».

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