Gioco
Il caso spiaggia in Procura segnalazione con 150 firme
San Vincenzo, turisti e residenti sottoscrivono una lettera denuncia alle autorità Dalla limpidezza dell’acqua compromessa dalle barriere antierosione ai sassi
SAN VINCENZO. Una lettera alla Procura, alla Prefettura, all’Arpat, alla Regione Toscana, al sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini e al Comando della Capitaneria di porto di Livorno. È ciò che ha scritto ed inviato a tali destinatari il senese Renzo Mugnaioli, 67 anni, per informarli dello stato di degrado del tratto di mare sanvincenzino che abbraccia i bagni Stella Marina, Nettuno, Mediterraneo, Delfino e la spiaggia libera. E lo ha fatto allegando alla missiva oltre 150 firme di cittadini che frequentano quel tratto di spiaggia.
Pochi giorni fa, guidati dalla loro portavoce, la fiorentina Désirée Taschini, molti bagnanti sono intervenuti sul nostro giornale per denunciare lo stato di degrado proprio di quel tratto di mare e di spiaggia. Ora è il dottor Renzo Mugnaioli, che frequentatore estivo di San Vincenzo da oltre mezzo secolo, a parlare della situazione in quello scorcio di arenile: «Dopo l’ampliamento del porto turistico – afferma Mugnaioli – ad opera della concessionaria Sales Spa, sono sopravvenute negli anni problematiche di vario genere, con pregiudizio per la limpidezza dell’acqua ed alterazioni significative della profondità dei fondali e della fruibilità dei medesimi e degli antistanti arenili».
Mugnaioli passa all’esame dei tentativi effettuati nel tempo per arginare i vari problemi creatisi, ossia le barriere e i cosiddetti pennelli, che «sostanzialmente hanno segmentato il tratto di costa interessato – sostiene il bagnante della città del Palio – in gigantesche vasche da bagno, con un’acqua che non è stata mai più limpida come in passato e che in prossimità della riva si presenta attualmente melmosa e di un colore marrone scuro che di certo non incoraggia la balneazione. Inoltre – prosegue –, per circa 30-40 metri dalla riva, il fondale marino risulta sostanzialmente impercorribile e pericoloso, anche calzando scarpe da scoglio, in quanto ricoperto da un tappeto di materiale roccioso frantumato, ben diverso e all’impatto ben più doloroso rispetto ai levigati sassi marini e comunque non visibile a causa dell’acqua torbida».
Dopo aver descritto i pareri della maggioranza e delle opposizioni politiche locali, Mugnaioli ribadisce il quadro della situazione, presentando una sorta di ultimatum all’ente locale e alle istituzioni preposte. «Dopo anni di disagi sopportati dai turisti e dai residenti di San Vincenzo nell’attesa del ripristino di una situazione di normale fruibilità del tratto di mare interessato, l’attuale situazione non può essere ulteriormente tollerata, per i pregiudizi di varia natura che arreca alle persone – sottolinea –. Ora che i disagi si sono tradotti ed ancor più si tradurranno in danni concreti, perché chi ne aveva la possibilità ha già cambiato zona, mentre chi non l’aveva ha già manifestato l’intenzione di non tornare l’anno prossimo, sarebbe opportuno e doveroso non solo procedere all’immediata rimozione delle cause, ma anche individuare e perseguire – conclude Renzo Mugnaioli a nome di oltre 150 cittadini –, le responsabilità di un disastro ambientale che non è stato causato da uno tsunami, bensì da precisi e ben facilmente individuabili interessi economici».
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