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Una piazza condanna l’orrore di Sant’Anna

Una piazza condanna l’orrore di Sant’Anna

CECINA. Il sindaco di Cecina Samuele Lippi inaugura alla fine la lapide in alto sotto il porticato del piazzale tra viale Italia e piazza Barontini. Un luogo che così assume una identità forte,...

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CECINA. Il sindaco di Cecina Samuele Lippi inaugura alla fine la lapide in alto sotto il porticato del piazzale tra viale Italia e piazza Barontini. Un luogo che così assume una identità forte, quella del sacrificio dei cittadini di Sant’Anna di Stazzema. Ha sottolineato il significato del gesto del Comune l’interpretazione che Fabrizio Parrini e Carlo Rotelli hanno fornito del poema “Canto per Anna”composto dallo stesso Parrini.

La recita è avvenuta sul piazzale col pubblico e le autorità civili e militari intorno, ma non era un comizio, piuttosto un grido di protesta per la follia della violenza nazista che distrusse un’intera comunità in quel luglio del 1944. Un intero paese fu sterminato: donne, uomini, bambini piccolissimi, ragazzi e ragazze, anziani uccisi e dati alle fiamme. Quel giorno l'uomo decise di negare se stesso e la storia ha il dovere di ricordarlo.

Non era presente come preannunciato il sindaco di Stazzema, che però ha chiesto che gli sia inviato il testo del Canto. Aveva aperto il pomeriggio alle 18 l’assessore alla Qualità della vita Giovanni Salvini il quale teneva a ricordare come l’iniziativa si colleghi ad un itinerario di luoghi in cui rappresentare la memoria di eventi di particolare significato civile. Inoltre, ha presentato l’opera dello scrittore cecinese Parrini come ben coerente ai valori umani che sottendono l’alternativa alle crudeltà disumane. Infatti l’opera che subito dopo i due attori sono andati ad interpretare si giova della figura di un vecchio cantastorie che compare come testimone dell’intera vicenda e la narra quasi a segnare un passaggio di un intero giorno che sembra quasi ripetersi, nei suoi risvolti, nel tempo avvenire ad ammonire quanto sarebbe ingiusto dimenticare.

Il pubblico ha seguito con intensità e partecipazione alle varie fasi della cerimonia fino alle parole del sindaco Lippi con lo scoperta finale della lapide cui hanno prestato doverosi saluti anche le autorità militari.

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