Il Tirreno

Spiaggia contesa, quelli a caccia della prima fila

di Alessandro Bientinesi
La spiaggia libera di Cecina Mare
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La spiaggia libera di Cecina Mare

Cecina, tra il Settebello e i Rina: il blitz ha funzionato ma ora si occupa dopo le 8 di mattina

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CECINA. Bagni Settebello da un lato, bagni Rina dall’altro. In mezzo una lingua di sabbia che da giorni è diventata infuocata. Non per il clima estivo, ma per un sequestro, operato dalla guardia costiera, di una trentina di ombrelloni e altrettante sedie sdraio che sabato 6 agosto ha innescato una vera e propria guerra agli ombrelloni abusivi. Da un lato i villeggianti che arrivano non appena l’alba si affaccia sul mare, prendono il posto migliore per poi tornare una, due o anche tre ore più tardi. Dall’altra la guardia costiera che prima di tutto fa rispettare ciò che il Comune di Cecina impone: prima delle 8.30 ogni forma di balneazione non è consentita. Poi per evitare che lettini e asciugamani diventino elementi che portano, anche oltre all’orario previsto, all’occupazione abusiva di suolo pubblico.

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A supporto delle autorità i cittadini che non sopportano la pratica, da decine di anni divenuta consuetudine, di piantare il proprio ombrellone lasciandolo, poi, incustodito. Per cercare di capire quali conseguenze abbia provocato l’operazione della guardia costiera, abbiamo deciso di andare sul tratto di spiaggia libera all’alba. Ecco quello che è successo. Spiaggia deserta all’alba.

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Arriviamo alle 6 nel tratto di spiaggia in cui sta divampando da giorni la polemica legata all’operazione della guardia costiera. Arenile deserto, neppure i bagnini degli stabilimenti balneari sono ancora a lavoro. Dalla notte nessuno ha lasciato nella zona libera ombrelloni o lettini. Solo qualche pescatore è sui pennelli costruiti per combattere l’erosione. Cosa che per altro non sarebbe consentita, ma il motivo della nostra presenza è un altro. Alle 7.15 arriva, trascinando una sorta di carretto, un venditore ambulante. Resta in zona ad aspettare. Dobbiamo aspettare fino a quasi le 7.30, però, per vedere arrivare i primi bagnanti. Sono una coppia di anziani che, però, piazza due sedie e resta in spiaggia a godersi l’aria ancora fresca e il primo sole che sbuca dalle nuvole.Il sequestro è un buon deterrente. L’operazione della guardia costiera sembra aver funzionato. Il primo “abusivo”, ovvero una persona che piazza sdraio, sedie, tavolino e ombrellone salvo poi allontanarsi arriva alle 7.40. Per un po’ sta in zona, parla con dei pescatori ma alla fine lascia la spiaggia con il posto occupato proprio a due passi dalla battigia. Nel giro di venti minuti, dunque entro le 8 del mattino, mezz’ora prima di quanto consentito dal Comune di Cecina, cominciano ad arrivare altre persone. Non molte, sicuramente meno delle 30 che avevano occupato la spiaggia il 6 agosto vedendosi sequestrato il materiale dalla guardia costiera.

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Alcuni sono organizzatissimi, un uomo pianta in pochi secondi addirittura due ombrelloni. Altri arrivano in bici e hanno lettini e sdraio all’interno di alcune cabine poste a monte della spiaggia libera. La conta degli abusivi e l’ora di pranzo. Alle 8.30, orario in cui la balneazione sarebbe consentita, contiamo poche persone in spiaggia. Meno di dieci e sono cinque o sei gli ombrelloni e le altre attrezzature piazzate. Solo tre, però, risultano incustodite. A conferma di come l’intervento della guardia costiera, al di là di scatenare la famosa guerra degli ombrelloni abusivi, abbia funzionato da deterrente. La prova del nove, però, arriva all’ora di pranzo. Torniamo in spiaggia e l’occupazione impropria è aumentata. Sono decine, infatti, gli ombrelloni piazzati senza i legittimi proprietari intorno. Giudizio finale? I bagnanti continuano ad occupare in maniera più o meno impropria, semplicemente lo fanno non alle prime luci dell’alba ma tra le 8 e le 9. Lasciando comunque occupati spazi che dovrebbero essere, al contrario, liberi, anche a ridosso della pausa pranzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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