Il Tirreno

Ombrellone "selvaggio", la protesta dei turisti: «Sequestri ingiusti, pensate a tenere pulite le spiagge» - Video

di Anna Cecchini
Il gruppo di bagnanti che protesta per il sequestro e a destra il materiale sequestrato dalla Guardia costiera (foto Falorni/Silvi)
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Il gruppo di bagnanti che protesta per il sequestro e a destra il materiale sequestrato dalla Guardia costiera (foto Falorni/Silvi)

Cecina, proteste sugli arenili liberi dopo il sequestro di decine di sdraio e ombrelloni: «Far rispettare tutte le regole, controllare anche falò e accampamenti notturni»

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CECINA. «Siamo stati considerati come abusivi e rompiscatole. Non è possibile che ci trattino come turisti di serie b, eppure noi portiamo soldi e benessere sul territorio». Protestano contro il sequestro di decine di ombrelloni e sdraio, un blitz che la Guardia costiera locale ha organizzato all’alba di sabato 6 agosto. E che ha generato fiumi di reazioni, anche su Facebook.

Se c’è chi sottolinea la validità dell’ordinanza emessa a fine aprile dal Comune di Cecina, sulla base della quale è vietato lasciare attrezzature da mare sugli arenili pubblici prima delle 8.30 del mattino, tra i bagnanti delle spiagge libere cecinesi in molti si sono risentiti. Si tratta soprattutto di turisti, che da anni frequentano Marina di Cecina e magari in zona possiedono una seconda casa. Persone che non hanno digerito in alcun modo il sequestro delle attrezzature da mare.

VIDEO La protesta dei bagnanti contro la Guardia costiera

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«Le regole è bene che ci siano - sottolinea Giovanni Ghilardi, uno dei bagnanti indignati per il sequestro - ma vanno fatte rispettare tutte, non solo quelle relative al posizionamento degli ombrelloni». Ghilardi, insieme a tanti altri turisti, si è appuntato una serie di problemi delle spiagge libere che secondo lui il Comune dovrebbe risolvere. «Perché - polemizza Ghilardi - non si fanno rispettare le regole quando le persone campeggiano sulla spiaggia durante la notte e accendono falò? Gli arenili liberi, poi, sono pieni di mozziconi e la mattina presto ci troviamo bottiglie di vetro fatte a pezzi, le togliamo noi. I nuovi pennelli sono discariche perché nessuno li pulisce. Per non parlare delle strade, i residenti parcheggiano davanti ai loro passi carrabili e più in generale c’è chi lascia l’auto a ridosso degli stop. Eppure in questi casi nessuno fa i controlli previsti».

È una mattina afosa sulla spiaggia libera in fondo a via Gioia, tra i Bagni Settebello e i Bagni Rina. Non appena i bagnanti sentono parlare del blitz di sabato scorso parte una protesta collettiva. Chi è sdraiato sull’asciugamano si alza in piedi e perfino chi sta facendo il bagno, appena capisce di cosa si sta parlando, arriva dalla battigia e vuol dire la sua.

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«Durante l’operazione - dice Pietro Di Cresce, un altro bagnante - hanno portato via anche indumenti e alcune borse, e magari all’interno c’erano oggetti di valore. Mi chiedo quanto sia regolare una cosa del genere». Gli fa eco Fabio Sani, anche lui un turista che da anni frequenta gli arenili pubblici di Marina di Cecina. «Va chiarito - spiega - che all’inizio della spiaggia libera non ci sono cartelli che spiegano in maniera adeguata il divieto di lasciare ombrelloni e sdraio. Se si vuole far rispettare un’ordinanza il buon senso vuole che prima di fare azioni sanzionatorie prima si avvertano le persone».

Un pensiero che gli altri bagnanti si affrettano a condividere. «È possibile - spiega Sandra Bartalucci, anche lei tra i bagnanti che protestano - che venga rispettata una norma che non è resa neppure pubblica? Non ci possono dire che un turista deve informarsi delle regole vigenti nel luogo dove va in vacanza, è assurdo. Il Comune deve mettere una segnaletica bene in evidenza». Insomma, questi bagnanti habituée di Marina di Cecina considerano il sequestro di sabato scorso una sorta di schiaffo al loro amore per le spiagge cecinesi. «La sensazione forte che abbiamo - termina Massimiliano Scatizzi - è che il Comune, e più in generale la gente del posto, non ci vogliano. Altrimenti verso di noi non avrebbero questo comportamento».

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