Sicurezza
Un centro per l’Alzheimer nei locali dell’ex ludoteca
Il Comune dà in gestione alla Società della salute gli spazi in piazza Risorgimento Donati: «Progetto dell’Aima con l’ateneo pisano, laboratori e socializzazione»
ROSIGNANO. Diventeranno un centro per gli ammalati di Alzheimer i locali al piano superiore dell'immobile di proprietà comunale in piazza Risorgimento a Rosignano Solvay. Il Comune di Rosignano ha infatti deciso di dare in concessione, per tre anni, alla Società della salute i locali che sino a qualche anno fa ospitavano la Ludoteca.
Il progetto è seguito dal gruppo Aima (Associazione Italiana Malattia Alzheimer) della bassa val di Cecina che opera già da alcuni anni sul territorio. «Si tratta - spiega l'assessore Daniele Donati - di un progetto che il gruppo porta avanti anche con l'Università di Pisa e che ha come obiettivo quello di proporre attività di socializzazione e stimolazione attraverso specifici laboratori. Attività che, come è stato sperimentato, oltre a dare un supporto alle famiglie dei malati di Alzheimer, rallentano il deterioramento delle capacità cognitive degli ammalati stessi. Da tempo il gruppo Aima, molto operativo sul territorio, porta avanti queste attività in locali diversi messi a disposizione anche dalle parrocchie. Visto che avevamo spazi liberi, abbiamo concordato con la Società della salute di recepire le richieste dell'associazione e di mettere a loro disposizione l'area dell'ex ludoteca in piazza Risorgimento a Rosignano Solvay. Un modo affinché l'associazione potesse avere una sede definitiva così da strutturare al meglio il progetto».
«Un'area che può essere utilizzata anche per altre attività diurne - continua l'assessore Donati - come ad esempio i progetti per i bambini seguiti dalla neuropsichiatria infantile». Purtroppo i dati parlano chiaro: l'alzheimer, forma di demenza, è una patologia in crescita in Italia e nel mondo e le previsioni non sono rosee. «Il dato più preoccupante - continua Donati - è che si abbassa l'età media delle persone colpite da questa malattia che può essere devastante sia per gli ammalati ma anche per le loro famiglie. L'Aima Bassa val di Cecina segue già, continuativamente, una ventina e più di malati. Ma il dato è in crescita. Da qui l'importanza di questo progetto in collaborazione con l'Università di Pisa. Un progetto la cui sperimentazione è iniziata da un po' di tempo e che sta portando risultati favorevoli. Attività che potranno continuare in maniera più organica in spazi specifici dove gli operatori potranno accogliere le persone affette da tale patologia. Un servizio - conclude Donati che crediamo importante assieme ai centri diurni già esistenti».
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