Il dolore
«Mangia dalle mie mani e torna ogni mattina»
La storia di Nella, cucciola di gabbiano, e di Stefania, che ogni giorno l’accudisce Un amore che passa dagli scogli dei Pungenti, davanti agli occhi dei bambini
CASTIGLIONCELLO. Arriva puntuale di prima mattina. Vola alta sulla scogliera dei Pungenti, ultima propaggine di terra tra Castiglioncello e Rosignano Solvay. Poi plana ed attende paziente, sopra uno scoglio, tra gli sguardi attoniti dei villeggianti e dei bambini. «È Nella - esclamano tutti - attende Stefania». Pochi minuti e Stefania Ragoni, presiede in pensione dell'istituto Tabarrini di Pomarance, scende la scalinata che porta alla scogliera. Nella la riconosce, si avvicina come per un saluto e inizia a mangiare piccoli pezzi di pesce che Stefania, da ben due anni, le porta anche più volte al giorno: estate ed inverno, sotto la pioggia battente o al sorgere del sole. «Dipende dalla stagione - racconta Ragoni - se c'è poca o tanta gente. Perché lei si spaventa se vede troppe persone. Allora cerco un posto più idoneo dove possa cibarsi tranquilla. Mentre cammino sulla passeggiata lei mi segue tranquilla». La storia della gabbianella ferita e senza speranze, inizia nell'estate 2014 quando, ancora pulcino, fu trovata da Stefania Ragoni sulla scogliera dei Pungenti. Era agosto quando il cucciolo di gabbiano approdò, sbattendo, sulla scogliera. Sin da subito Ragoni, che a Castiglioncello ha una casa, si accorse che la gabbianella aveva un'ala rotta ed era ferita ad un occhio che, purtroppo, ha perso. Da qui i contatti con i veterinari per capire come poter salvare il volatile senza che finisse rinchiuso in una gabbia. Era troppo piccola perché potesse farcela da sola. «I primi giorni - racconta Stefania ai passanti incuriositi di conoscere la storia - la mamma volava sopra la scogliera per cercare di aiutare il cucciolo. Poi, forse accortasi che non poteva fare nulla e che comunque la gabbianella veniva nutrita, se ne è andata». La sfida di Stefania Ragoni è stata quella di far crescere Nella, nome che è stato dato all'animale dai bambini della scuola Tabarrini, sana e protetta ma in libertà. «Ho deciso di provarci, tenendomi sempre in contatto con veterinari e Lipu». E così, ogni giorno, talvolta aiutata da alcune volontarie quando gli impegni non glielo consentivano, Stefania Ragoni è scesa sulla scogliera a dare da mangiare e da bere alla gabbianella. Ma non solo. La "mamma" adottiva, ha cercato di proteggerla dall'attacco di altri gabbiani adulti, dalla curiosità troppo invadente e talvolta non appropriata delle persone, spiegando ogni volta che Nella andava nutrita con pesce fresco, che aveva bisogno di cure, attenzioni e tranquillità per crescere. Mese dopo mese, con il vento di libeccio e con la pioggia, a Natale come a Pasqua. Un legame che si è fortificato in questi due lunghi anni d'intesa. «Come ho capito che aveva necessità di bere acqua dolce? Quando ho visto che, dopo la pioggia - spiega Ragoni - Nella becchettava le gocce rimaste lungo la balaustra di acciaio del lungomare. Basta osservare bene gli animali per capire le loro necessità». Dopo due anni (ne occorrerà ancora uno affinché Nella possa definirsi adulta), Nella è ancora lì, sulla scogliera dei Pungenti, tra l'affetto dei cittadini. Dopo aver mangiato e bevuto, Nella si è fermata ancora una mezz'ora con la "mamma" adottiva. Poi è volata via verso l'orizzonte. «Ancora un anno, mi hanno detto alla Lipu, prima che diventi adulta. Ma a causa dell'occhio perso credo che dovrò occuparmi di lei anche quando sarà grande».
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DI NELLA E STEFANIA
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