Attenzione
Giochi senza frontiere Castagneto sul podio della prima edizione
Nella finale rimonta a sorpresa della squadra cecinese Tanto pubblico all’Acqua Village, Salvini: evento da ripetere
CECINA. Castagneto Carducci sale sul gradino più alto di Etruschi senza frontiere. La manifestazione estiva ha chiuso i battenti ed ha decretato il suo vincitore. A sorpresa, la squadra di Cecina ha sfiorato per 2 punti il primo posto, classificandosi seconda. Con la finale di sabato 30, Ettore Andenna e il suo staff hanno salutato la città e le squadre partecipanti con la promessa che «non finisce qui. L'idea è quella di espandere l'orizzonte per organizzare una manifestazione che coinvolga sempre più persone». Lo storico presentatore di Giochi senza frontiere, durante la serata conclusiva, ha riproposto alcune sfide che andarono in onda negli anni '90 a Montpellier, entusiasmando il pubblico, circa 600 persone che nella cornice dell'Acqua Village hanno dato supporto alle loro squadre. Una finale a sei, a seguito del ritiro di Casale Marittimo dovuto all'indisponibilità di alcuni partecipanti: a contendersi il primo premio sono state le squadre dei comuni di Rosignano Marittimo, Massa Marittima, Follonica, Volterra, Castagneto Carducci, Casale Marittimo e Cecina, quest'ultima rientrata in quanto squadra del comune ospitante nonostante l'eliminazione subita nella prima serata. Una finale combattuta, con alcune proteste tutte all'insegna della sportività e della sana competizione tra i partecipanti, che come per le altre serate, hanno dovuto far fronte sia all'effetto sorpresa che ad un livello di difficoltà dei giochi più alto rispetto alle serate delle eliminatorie. Lo spirito goliardico è stato il fil rouge che ha legato tutte e tre le serate del numero zero della manifestazione, «un progetto nato con una prospettiva locale, che ha messo insieme i comuni legati alla tradizione degli etruschi», ha commentato soddisfatto il vicesindaco Salvini. «Nel fare un bilancio con il presentatore Andenna, abbiamo condiviso alcune potenzialità ulteriori di sviluppo, relative ad un circuito più ampio. Si potrebbe, infatti, pensare ad uno scontro Tirreno-Adriatico, o addirittura più ampio, dandogli un taglio internazionale. Ad ogni modo, ci siamo inseriti in un percorso che ci coinvolge, agganciando questa progettualità all'intento di andare oltre queste prime frontiere e registrando il consenso del pubblico, soprattutto in termini numerici».
Leondina Marulli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google