Sicurezza
A Montescudaio addio al “nonno” Cesare Ciompi
MONTESCUDAIO. È uno dei quei personaggi che, quando se ne vanno, lasciano un vuoto enorme in una intera comunità. Di fronte al Comune di Montescudaio, dove c’era la sua casa, c’era sempre una sedia...
MONTESCUDAIO. È uno dei quei personaggi che, quando se ne vanno, lasciano un vuoto enorme in una intera comunità. Di fronte al Comune di Montescudaio, dove c’era la sua casa, c’era sempre una sedia sulla quale Cesare Ciompi si sedeva. E non risparmiava a nessuno un sorriso, una parola, una battuta.
Il 29 luglio scorso aveva compiuto 99 anni e a chi gli chiedeva quanto ancora avrebbe voluto vivere lui diceva sorridendo. «Mi basterebbe un altro anno». Cesare Ciompi è morto il 4 agosto e a Montescudaio e la notizia ha colpito tutto il paese. Perché quest’uomo aveva vissuto la maggior parte del suo secolo di vita per gli altri.
I primi venti dedicati completamente alla famiglia, collaborando come bracciante agricolo prima di andare militare di leva. Al momento del congedo, però, fu imbarcato per Tripoli. Da lì l’inizio di una lunga e difficile avventura. Prima al servizio degli inglesi, i quali attraversarono l’Egitto e lo portarono fino in India.
Poi addirittura in Nepal e alla fine in Australia, in tutto ben nove anni lontano da casa. In Australia si trovò anche bene in una fattoria, dove lo consideravano di casa e lo stimavano.
Per necessità familiari, e anche per stare vicino alla madre, tornò a Montescudaio. E presto trovò lavoro alla Solvay, si sposò e dalla moglie Beppina ebbe un figlio, Roberto. Dopo la pensione ha sempre dispensato saluti e sorrisi a tutti quelli che passavano davanti alla sua abitazione, fino all’ultimo giorno della sua vita da uomo perbene. I funerali si terranno si terranno oggi alle 15 alla chiesa della Compagnia a Montescudaio.
Alessandro Bientinesi
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