Il Tirreno

Due cecinesi pellegrini sulla via di Santiago

L’ex presidente del Cecina calcio insieme a un amico: «Abbiamo voluto festeggiare così i nostri 50 anni»

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CECINA. Legati da un'amicizia nata sui banchi delle elementari, l'ex presidente del Cecina calcio Enrico Marinai, avvocato, e il quasi fratello Giovanni Lionetti, libero professionista, camminano in questi giorni verso il santuario di Santiago de Compostela, luogo di meditazione e riflessione. I protagonisti di questa storia sono cecinesi doc e sono molto conosciuti. In Spagna, per un'esperienza che - dicono laici e religiosi - va fatta almeno una volta nella vita, sono volati sabato scorso per festeggiare i cinquant'anni. A casa rientreranno venerdì 5 agosto, con uno zaino pieno di foto e ricordi. Fossero protagonisti di un romanzo, Marinai e Lionetti sarebbero una coppia picaresca: nati per stare insieme, viaggiare, organizzare feste, osservare, scambiarsi punti di vista, arricchire e arricchirsi dal lato morale. Non a caso, hanno deciso di camminare, perché una passeggiata non è una corsa, è storia e geografia, è approfondimento e analisi. È quieto vivere, è turismo diverso, lontano dalle rotte della movida, dai locali, dalle spiagge affollate che riempiono spesso le ferie delle famiglie e di chi, solo, cerca alternative e nuove conoscenze. «L'idea - dicono a una voce - è legata ai nostri compleanni e, per questo, abbiamo scommesso su un viaggio che avesse un senso. Il cammino di Santiago, con la sua durezza, le sue difficoltà, la forte spiritualità era, per noi, ciò che meglio rappresentava la nostra vita e la nostra amicizia. Abbiamo scelto il percorso inglese, battuto dai pellegrini che, fino dal Medioevo, venivano dall'Inghilterra e dal nord Europa sbarcando nei porti di Ferrol e di La Coruna. Proprio da Ferrol la strada si dipana attraverso i boschi galiziani fino a Santiago de Compostela. In tutto, sono 126 chilometri divisi in cinque tappe». Domani, giovedì 4 agosto, l'ultimo tratto. Marinai e Lionetti non si nascondono, anzi, confermano che il cammino inglese - al contrario degli altri - può essere completato in cinque o sei giorni. «Il silenzio, la solitudine e la fatica aiutano a pensare e meditare. Vogliamo mettere alla prova non tanto il fisico, quanto la nostra forza di volontà». Raggiunta Santiago da Roma, hanno proseguito per Ferrol in pullman: da qui, domenica 31, hanno camminato per 30 km e sono arrivati a Pontedeume. Poi, il primo agosto, via per Betanzos (24), il due per Bruma (30), oggi per Segueiro e domani pomeriggio, giovedì, sbarco a Santiago, per visitare la cattedrale e scattare le ultime fotografie. Venerdì, aereo per il ritorno in Italia: ai familiari e agli amici racconteranno di un salto in un altro mondo, dove alla frenesia quotidiana si sono sostituite la calma e la capacità di riflettere su aspetti fino a quel momento trascurati. Un cammino che tuttavia, rispetto al viaggio degli antichi pellegini, è diventato un evento social, con una pagina facebook dedicata (Amici di Santiago) e dirette video al termine della giornata.

Michele Falorni

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