La manifestazione
L’addio a Gaia con una fiaba di Andersen
Letta da un’amica di famiglia Il parroco: «L’amore è la guarigione»
VADA. «Ogni volta che un bambino buono muore, scende sulla terra un angelo del Signore, prende in braccio il bimbo morto, allarga le grandi ali bianche e vola in tutti i posti che il bambino ha amato, poi coglie una manciata di fiori, che porta a Dio affinché essi fioriscano ancora più belli che sulla terra».
Comincia così “L’angelo”, la fiaba di Hans Christian Andersen che è stata letta da una amica di famiglia prima che prendesse il via la cerimonia funebre. Un modo per salutare il sorriso indimenticabile della piccola Gaia con una favola, come si addice ai bambini. Un modo per affidarla al cielo accompagnata dall’amore di un’intera comunità.
Ad officiare il funerale don Giovanni Janusz, parroco di San Leopoldo, insieme a don Pio Maioli, parroco della chiesa di Santa Croce a Rosignano.
«Quello che fa soffrire i tuoi genitori, tua sorella, i tuoi familiari gli amici la famiglia è un grande amore per la tua vita - ha detto don Janusz - Ciò che ci fa soffrire ci deve anche guarire, ecco perché abbiamo scelto per il tuo funerale la lettura presa dalla prima lettera di San Giovanni apostolo in cui si ricorda il potere dell’amore».
Don Janusz ha sottolineato l’importanza dell’amore, anche di quello che la comunità vadese ha dimostrato negli ultimi giorni alla famiglia colpita da una tragedia troppo pesante per essere descritta. «Chiunque ama - ha detto il parroco - sa che amando impara ad amare la vita e tutto ciò che questa porta».
Il parroco ha invitato la comunità a continuare ad essere vicina alla famiglia della piccola. «Dio ha voluto chiamare a sè questa bambina - ha detto don Janusz - noi preghiamo per i genitori, per i nonni, per i familiari».
Poi le parole del babbo di Gaia, che in poche frasi ha condensato il dolore atroce per la perdita della bimba, dimostrando gratitudine alla comunità che in questi giorni si è stretta attorno a lui e a sua moglie Michela. Una comunità che dalla morte di Gaia, avvenuta all’ospedale Meyer nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso, non si dà pace. E tenta in ogni modo di aiutare la sua famiglia, straziata da una tragedia che non è possibile neppure immaginare.(a.c.)
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