Il Tirreno

Pozzi inquinati, la trielina non si ferma

Pozzi inquinati, la trielina non si ferma

Il rapporto Arpat evidenza valori oltre i limiti per San Vincenzino, Villaggio Scolastico e Pomodorificio

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Continua ad essere preoccupante la situazione dell'inquinamento da trielina, esattamente tricloroetilene (Tce) e tetracloroetilene (Pce), in alcuni pozzi dell'acquedotto a Cecina e nel comune di Montescudaio (Poggio Gagliardo).

L'Arpat ha pubblicato il rapporto relativo al monitoraggio 2015, ma online - nella banca dati della Agenzia regionale per l'Ambiente - si possono consultare le ultimissime rilevazioni (maggio 2016) ed il quadro che emerge da una prima lettura, in attesa che prenda corpo la bonifica dopo l'introduzione dei filtri a carbone attivo, è indubbiamente critico. Lo sbarramento idraulico di Mise (Messa in sicurezza a breve termine) realizzato per cercare di isolare, il più possibile, la sorgente di contaminazione nell'area di Poggio Gagliardo, ha in parte funzionato ma alcuni pozzi presentano ancora concentrazioni di trielina assai superiori al valore limite (per le acque destinate al consumo) di 10 microgrammi su litro.

Nella relazione recentemente pubblicata, sull'attività di indagine 2015 Arpat prende in esame il pennacchio di contaminazione ed evidenzia per i pozzi Ladronaia e Campo Sportivo concentrazioni medie di Tce più Pce confrontabili con quelle degli anni precedenti (in sostanza situazione stazionaria). Nel caso del pozzo Peep, il potenziamento della barriera idraulica, sembra stia dando buoni risultati con una tendenza al decremento. Preoccupa, invece, la situazione dei pozzi nella "porzione distale del pennacchio di contaminazione (San Vincenzino, Villaggio Scolastico, Pomodorificio) dove si è notato, nel monitoraggio degli ultimi anni, un incremento delle concentrazioni medie di trielina e tetracloroetilene fino ad un valore medio massimo di 27,9 microgrammi su litro.

Arpat ricorda tuttavia che tutti gli altri pozzi campionati esterni o ai margini del pennacchio di contaminazione (Pinetina, via Montegrappa, Paduletto, via della Macchia) presentano concentrazioni di Tce e Pce al di sotto del limite di rilevabilità strumentale.

In sostanza l'allarme emerso due anni fa relativo alla penetrazione dell'inquinamento da Poggio Gagliardo (un'area di circa 28.000 mq, dove in passato hanno operato l’ex Lavanderia La Rapida e l’ex conceria Massini) all'area cecinese non si può dire cessato. Tuttaltro.

Ne sono testimonianza i numeri che emergono proprio dagli ultimi campionamenti Arpat e che, in attesa di essere elaborati, sono comunque disponibili nella banca dati dell'Agenzia. Per esempio, nel pozzo San Vincenzino 5 rispetto al 2015, la concentrazione di trielina e Pce è ancora aumentato (siamo attorno ai 39 microgrammi/litro) mentre va di poco meglio per il pozzo del Villaggio Scolastico.

C'è però un peggioramento nel monitoraggio di maggio 2016 rispetto ai precedenti mesi per i pozzi insistenti nel comune di Montescudaio denominati come CD1, CD2, CD4 e CD5. Altro elemento di forte criticità. Che contribuisce a dipingere un quadro assai preoccupante e a sollecitare un intervento urgente di bonifica non più procrastinabile.(a.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa