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Exploit del festival Inequilibrio, ma resta il rebus sul futuro di Armunia
CASTIGLIONCELLO. 2750 presenze, 54 operatori teatrali italiani e stranieri, 125 giornalisti. La dicinannovesima edizione di "Inequilibrio" conferma il festival di Armunia tra le manifestazioni più...
CASTIGLIONCELLO. 2750 presenze, 54 operatori teatrali italiani e stranieri, 125 giornalisti. La dicinannovesima edizione di "Inequilibrio" conferma il festival di Armunia tra le manifestazioni più interessanti del panorama teatrale nazionale. Con un notevole seguito mediatico - 3074 visualizzazioni del sito rinnovato e 3449 like sulla pagina Facebook - e importanti ricadute sul territorio, quali i 10 alberghi con 200 posti letto occupati nella zona, le 50 persone che hanno partecipato ai laboratori. I risultati sono stati presentati dai due condirettori Angela Fumarola e Fabio Masi, uniti alla soddisfazione di aver gestito per il primo anno un festival con l'utilizzo di 8 spazi teatrali, alcuni dei quali inediti e decentrati (auditorium e altre sale del Pasquini, sala Nardini).
«In questi tre anni abbiamo avuto un crescendo di spettatori - dicono - dai 1900 del 2014 ai 2100 del 2015 ai 2750 di questa edizione. Inoltre sono venuti molti operatori del teatro, anche da Francia e Israele, per vedere le prime di spettacoli, tra i quali ci sono dieci nostre coproduzioni, che ci confermano un'offerta artistica di livello. A questo aggiungiamo le ricadute sul turismo, con 200 posti occupati negli alberghi in bassa stagione, le persone che sono venute qui in vacanza per vedere il festival, e i 50 partecipanti ai laboratori di Silvia Gribaudi, Francesca Della Monica e Quotidiana.com che hanno vissuto il festival attivamente». Calato il sipario il pensiero va alla prossima chiusura del castello Pasquini per restauro e alla possibilità che il ventesimo festival si faccia altrove, secondo una preoccupazione condivisa da molti operatori.
«Oltre alla soddisfazione per il successo del festival vorrei fare due considerazioni - dice il presidente Vincenzo Brogi - una è che occupando molti posti negli alberghi il festival ha dato un contributo al turismo. Dovrebbe essere così, che la cultura contribuisce al turismo e non viceversa. Poi l'utilizzo di molti spazi che ci preoccupava si è risolto bene, ma nel 2017 dovremmo affrontare grandi cambiamenti con la chiusura del Pasquini e questo dipenderà da come il Comune vorrà muoversi. Infatti è importante capire il rapporto di Armunia con la struttura che ci ospita. Per guardare al futuro vorremmo proporre un incontro di riflessione su Armunia con personaggi del teatro e della danza, con interlocutori culturali e delle istituzioni che ci finanziano come la Regione, il ministero e il Comune».
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