Il Tirreno

Sei appartamenti all’asta dopo i fallimenti a catena

di Manolo Morandini
Sei appartamenti all’asta dopo i fallimenti a catena

Cecina, gli strascichi dei flop delle ditte costruttrici del maxi progetto partito nel 1996. Solo la metà dei volumi è stata realizzata recuperando parte dell’ex fornace

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CECINA. Il riflesso del fallimento delle ditte costruttrici che si sono misurate con lo sviluppo del piano di recupero della Magona è in quei sei appartamenti all’incanto in via dei Montanini che faticano a trovare acquirenti nonostante i prezzi da saldo. Una partita da 644.623 euro. La metà del valore con cui lo scorso gennaio la vendita è andata deserta. L’appuntamento questa volta è in agenda per il 14 settembre presso lo studio cecinese del custode giudiziario, il commercialista Giacomo Boni.

Si tratta di sei immobili proprietà della Vittoria Immobiliare Srl di Pontedera pignorati dal Gruppo Banco Popolare che punta a rientrare del credito erogato. Il decreto di esecuzione è del 18 dicembre del 2014 e siamo al quarto tentativo di vendita, in sei lotti distinti. Con valori ridotti del 44% rispetto a quelli della stima e la possibilità di presentare offerte minime al di sotto del prezzo base.

Un piano inchiodato il quartiere progettato alle spalle della Ladronaia. Rispetto alle volumetrie previste nel piano di recupero la lottizzazione si è fermata a metà. Per quel che resta servirà un nuovo tavolo di confronto con l’amministrazione comunale di Cecina. Le previsioni, già rimodulate nel 2001, scontano il peso degli anni e gli effetti di uno scenario economico e immobiliare completamente ribaltato. Si annunciano dei sostanziali ridimensionamenti rispetto alle ambizioni del secolo scorso e per farlo sarà necessaria una variante urbanistica.

Nel progetto della Magona figurano oltre 180.000 metri cubi di volumi già esistenti da recuperare là dove si fabbricavano i mattoni. Un comparto organizzato in otto unità di cui solo la metà è stata realizzata, con più di uno stop nel percorso. E di fatto da dieci anni tutto è congelato.

A ricordare il recupero a metà puntuali sono gli strascichi dei fallimenti a catena. Prima della Cecina Sviluppo Immobiliare di Righini, l’impresa che ha realizzato l’immobile del Polo e che poi è fallita. Poi i lavori sono ripartiti con l’architetto Nello Buti di Pontedera, con diverse società - Cecina Città, Monna Lisa, Vittoria Immobiliare - che portò avanti la parte residenziale. E prima di fallire realizzò anche la residenza turistico alberghiera (Rta) acquistandola dal marchese Patrinieri Malaspina con un prestito della Mercantile Leasing. Ed è al rapporto stretto dalla Vittoria Immobiliare con la Mercantile leasing che si richiama la vendita dei 6 appartamenti. La società di leasing è arrivata a detenere anche la proprietà dell’immobile vuoto che doveva divenire una Rta. Società che è stata assorbita dalla Banca Italease che a sua volta è stata incorporata dalla divisione leasing del Banco Popolare.

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