Il Tirreno

economia

Polo tecnologico nel Cda si farà spazio anche ai dipendenti

Polo tecnologico nel Cda si farà spazio anche ai dipendenti

CECINA. In Germania è una pratica consolidata. A Cecina si osserva per metterla in pratica e cavalcare l’onda della modernizzazione con cui rinfrescare e dare nuova linfa al Polo tecnologico. Lo...

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. In Germania è una pratica consolidata. A Cecina si osserva per metterla in pratica e cavalcare l’onda della modernizzazione con cui rinfrescare e dare nuova linfa al Polo tecnologico. Lo sguardo corre al modello di relazioni aziendali e in particolare alla cogestione, ovvero la partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche di una società. Per loro l’ipotesi è di una sedia riservata nel consiglio di amministrazione. L’ipotesi ha preso corpo nell’assemblea dei soci che si è tenuta il 29 luglio.

All’ordine del giorno il reintegro del rappresentante che per statuto spetta alla Provincia dopo le dimissioni irrevocabili di Sergio Costalli da presidente, già sostituito, e consigliere di amministrazione. «Nessun nome è stato indicato dalla Provincia – dice il presidente del Polo Alberto Niccolini –. Per Statuto faremo una richiesta ufficiale all’ente perché il consiglio di amministrazione è previsto a cinque componenti. C’è l’ipotesi che possa essere indicata una figura diversa, per allargare la rappresentanza dei soci privati o dei dipendenti del Polo che così sarebbero più coinvolti nelle scelte strategiche». Che aggiunge: «Sicuramente è un’ipotesi che sarà al vaglio in vista del nuovo assetto che sarà dato al Polo con un nuovo statuto».

Un primo tassello è la disponibilità da parte del Comune di Cecina a confermare la convenzione per i locali che scade alla fine dell’anno e tre mesi dopo, a marzo 2017, arriva a fine vita il Consorzio, dopo 20 anni di attività. «L’assemblea ha dato mandato al Cda di costituire un gruppo di lavoro intersettoriale con il compito di elaborare indicazioni utili per il futuro del Polo che punta ad allargare non solo il proprio campo di attività, ma anche a rafforzare i servizi di incubatore d’impresa e le ricadute sul territorio.

L’attuale Cda è chiamato a traghettare il Polo e a guidarne la trasformazione, mantenendo ciò che funziona, a cominciare dalla ricerca chimica applicata, per allargare l’attività ad altri settori, alla creazione di start up e di incubatore d’impresa. «Su quest’ultimo ad oggi ci siamo limitati ad offrire servizi di base legati agli spazi in cui ospitiamo le imprese – spiega Niccolini –. L’idea è di mettere a disposizione un supporto per l’accesso ai finanziamenti e la partecipazione ai bandi». E in questa direzione s’inserisce la volontà di invitare al tavolo anche la Camera di commercio. L’agroalimentare e l’economia circolare, ovvero il riuso e riciclo dei materiali, sono i due rami di attività che potrebbero trovare spazio sotto il tetto del Polo Magona. «Dopo 20 anni di attività è arrivato anche il momento di fare una sorta di bilancio per dare la dimensione di ciò che è stato fatto – conclude Niccolini – sia in termini di fatturato e creazione di posti di lavoro che di aziende che in questo arco di tempo hanno incrociato la loro vita con quella del Polo tecnologico».(m.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web