Gioco
Il rebus villa Godilonda fra erbacce e degrado
Castiglioncello: segnalazioni dei cittadini per il pessimo stato di manutenzione del parco. Scritte vandaliche sui muri e detriti, Pia: «Tutto fermo, problemi legali»
CASTIGLIONCELLO. Sono trascorsi quasi due anni da quando una società di russi ha acquistato la parte maggioritaria di villa Godilonda, ex dimora estiva della famiglia Bulgari.
Due anni e ancora, per l'immobile adagiato su uno spiazzo roccioso tra la baia del Quercetano e Punta Righini, sembra lontano il punto di svolta. La villa e i 9000 metri quadrati di parco che la circonda attendono ancora interventi di riqualificazione. Tutto è fermo, o quasi, rispetto a due anni fa.
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«Il problema - spiega Margherita Pia, assessore all'urbanistica - sono le cause legali tra i proprietari. Se non trovano un accordo tra di loro vedo tempi lunghi e bui, prima di trovare una soluzione per l'immobile. Ovviamente mi auguro che tutto si risolva velocemente». Era l'ottobre del 2014 quando a Castiglioncello si sparse la voce che villa Godilonda era stata acquistata da una società facente capo ad un cittadino russo. La villa, secondo quanto previsto anche dal piano regolatore, doveva tornare ad essere una residenza turistico alberghiera di qualità. Insomma una struttura ricettiva inserita in un luogo paesaggisticamente intatto e, soprattutto, a picco sul mare.
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Pochi mesi dopo, nel giugno 2015, i cittadini scoprono che sono due le società proprietarie (più un privato, italiano, che ha tenuto una unità immobiliare nell’edificio), seppur con quote diverse, dell'immobile. E qui iniziano i primi problemi. «Problemi che al momento, per quanto sappiamo - dice l'assessore Pia - non sembrano ancora risolti». Così come ancora non è risolta la questione del passaggio privato ad uso pubblico che porta alla baia della Cianciafera; baia che, manco farlo apposta, si trova proprio al di sotto di villa Godilonda.
Nei giorni scorsi alcuni cittadini le cui abitazioni confinano con il parco della villa, hanno segnalato, proprio all'interno del parco, erba alta e potature non tolte sottolineando il rischio che chiunque possa entrare all'interno dell'area e bivaccare. Scendendo lo stradello in pendio che porta alla Cianciafera è facile notare che è stata tolta la rete metallica che suddivideva il passaggio dal vasto parco. Non solo. Scendendo ancora più in basso, si notano ancora i ruderi delle strutture che un tempo venivano utilizzate dal beauty center quando villa Godilonda era una Rta e ospitava personaggi illustri del mondo del cinema e dello spettacolo.
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In particolare, per raggiungere la piccola spiaggia incastonata tra le rocce, i villeggianti devono passare sotto una struttura in mattoni all'apparenza piuttosto pericolante. Una situazione di non sicurezza per i molti cittadini che si recano alla Cianciafera. Cittadini residenti ma anche tanti turisti che hanno conosciuto questo piccolo angolo tra la roccia e il mare solo attraverso il passa parola. E alcuni di essi, senza che nessuno se ne accorga, puntualmente puliscono la spiaggia e anche lo specchio di mare antistante.
Una situazione in bilico, ferma ormai da mesi, che preoccupa visto il valore paesaggistico e turistico del parco e della villa. «Ma al momento - conclude Margherita Pia - anche volendo nessuno può fare niente proprio per le varie cause in corso». Tra queste anche quella del passaggio per raggiungere la Cianciafera.
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