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Mercato del grano duro Carlotti: «Serve un tavolo»

Mercato del grano duro Carlotti: «Serve un tavolo»

CASTAGNETO CARDUCCI. Un tavolo di lavoro per le realtà cerealicole della Toscana per presentarsi unite sul mercato. È l’orizzonte su cui invita a impegnarsi il presidente di Terre dell’Etruria...

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CASTAGNETO CARDUCCI. Un tavolo di lavoro per le realtà cerealicole della Toscana per presentarsi unite sul mercato. È l’orizzonte su cui invita a impegnarsi il presidente di Terre dell’Etruria Massimo Carlotti. «Come Terre dell’Etruria vogliamo lanciare una sfida al mondo agricolo che opera sulla costa toscana: tutti noi che deteniamo il prodotto sediamoci intorno ad un tavolo e chiamiamo ad un confronto l’industria molitoria, facendoci promotori di un accordo di prospettiva che riconosca il ruolo di tutta la filiera dai produttori alle cooperative fino all’industria pastaia – dice –. Incontriamoci per discutere concretamente della sostenibilità del nostro sistema agricolo e della continuità delle nostre aziende, partendo dall’analisi dei costi di produzione, che sono la base certa e inconfutabile di ogni ragionamento».

L’invito è a muoversi uniti. «Portiamo avanti una visione unitaria con l’obiettivo di raggiungere un primo risultato davvero utile a tutti». Questo l’invito di Massimo Carlotti, presidente Terre dell’Etruria, una delle più importanti realtà cerealicole a livello regionale e, con oltre 3.300 aziende agricole associate, la maggiore realtà imprenditoriale del mondo agricolo toscano.

Il tema è quello del mercato del grano duro, al centro negli ultimi giorni di manifestazioni di protesta a livello nazionale e regionale contro il forte deprezzamento dell’ultimo periodo, che sta mettendo in ginocchio i produttori di cereali. «Quello del grano duro è uno dei tanti problemi globali che affliggono il sistema agricolo e pensare di poterlo gestire e guidare con azioni spot, spesso inapplicabili, non è realistico. Noi come cooperativa ci siamo e, al pari di altri, ci mettiamo la faccia e siamo disponibili a partire da domani ad unire gli sforzi e le idee proprio per provare a passare dalla logica degli spot da piazza a quella della programmazione e dell’organizzazione delle filiere – afferma Carlotti –. Terre dell’Etruria è impegnata quotidianamente, tutto l’anno e non solo nel periodo della trebbiatura, nella gestione del prodotto cerealicolo, con tutte le problematiche relative allo stoccaggio ed alla commercializzazione ed i rischi finanziari connessi». Che conclude: «I nostri principali obiettivi sono sempre stati quelli di garantire il ritiro del prodotto, il suo mantenimento ottimale nei centri di stoccaggio e la valorizzazione del prodotto, associata alla certezza del pagamento nei tempi e nei modi concordati. Questo implica confrontarsi con diversi problemi legati ad organizzazione e costi di gestione. Soltanto affrontandoli insieme, applicando logiche di filiera e cercando soluzioni unitarie possiamo far valere sul mercato il nostro potere contrattuale».

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