Gioco
Liquami in mare al fosso Renaione balneazione vietata
San Vincenzo: la stazione di sollevamento è stata inaugurata da poco, il problema si è verificato vicino alla foce
SAN VINCENZO. I liquami finiscono nell'alveo del fosso Renaione. A qualche decina di metri dalla foce si verifica quello che non sarebbe più dovuto accadere. Saltano tutte le garanzie date da Asa al momento della realizzazione della nuova stazione di sollevamento. Il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini non può che prendere atto. Scatta l'ordinanza preventiva di divieto di balneazione in corrispondenza della foce del fosso. Il tutto in via cautelativa e in attesa dei risultati delle analisi dei campioni di acqua prelevati nella mattina del 26 luglio dai tecnici Asa. Dell'ordinanza, la numero 107 dello stesso giorno, è stata messa a conoscenza anche Arpat. Mentre nel pomeriggio il primo cittadino porta in giunta un atto di indirizzo per dare mandato agli uffici di verificare la possibilità di avviare una procedura per danno ambientale a carico del gestore del servizio idrico integrato.
Rapporti tesi. Il precedente del guasto al depuratore La Valle che ha costretto il sindaco a firmare la precedente ordinanza preventiva di divieto di balneazione è del 13 luglio per la zona San Vincenzo nord. Qui tutto è rientrato da giorni, ma adesso si apre un nuovo fronte. Il danno è fatto. Lo sguardo rassegnato quanto arrabbiato è stampato sul volto dei gestori dei due stabilimenti balneari che confinano con il fosso, Il Delfino e Il Mediterraneo. Anche l'assessore all'Ambiente Antonio Russo, sul posto con i tecnici del Comune per seguire l'intervento della squadra Asa con l'autobotte per l'aspirazione dei liquami è disarmato. Non c'è spazio per le dichiarazioni. A parlare sono le carte. Il Comune è pronto a citare il gestore Asa per danno ambientale.
Qualcosa non torna. Sono quasi le 7 del mattino del 26 luglio quando in Comune squilla più di un cellulare. A chiamare per avvisare del guasto è il titolare del bagno Il Delfino Fausto Roventini. L'impianto è nuovo di zecca. La nuova centralina ha sostituito integralmente quella collocata all'interno del fosso Renaione, in prossimità del suo sbocco a mare. Un investimento di oltre 180.000 euro. «Tutto il sistema ha funzionato regolarmente ed ai massimi regimi, seppur puntualmente la nuova stazione di sollevamento presso il fosso Renaione è stata interessata da una abnorme quantità di acqua meteorica che è confluita a monte nella rete di fognatura nera e che ha determinato un momentaneo innesco dell'opera di sfioro - dicono dal quartier generale di Asa -. Presso la stessa centrale in data 26 si sono concentrate le attività di verifica dei tecnici di Asa per la riparazione dei danneggiamenti della piena ed è stata ripristinata la completa funzionalità garantendo anche nel contempo l'intervento di un mezzo speciale autoespurgo che ha provveduto ad aspirare le acque alla foce del Renaione prima dello sbocco a mare». E aggiungono: «Pur ritenendo che i parametri di balneabilità non abbiano subito alterazioni batteriologiche significative, in via precauzionale è stato richiesto al sindaco l'emissione di un'ordinanza di divieto di balneazione preventiva, come previsto in casi simili dalla procedura che è stata convalidata anche da Arpat, effettuando nel contempo campionamenti di verifica nelle acque di mare alla foce del Renaione e già nella giornata del 27 luglio si potranno avere le prime conferme dai risultati di laboratorio».
Il progetto Asa. L'azienda Asa garantisce che «la chiusura stagna della centralina e l'utilizzo di un sistema di pompe sommerse di ultima generazione, consentirà di abbattere totalmente le emissioni acustiche e i cattivi odori», così presentava il progetto della nuova stazione.
Peccato che l'impianto sia andato in blocco. E che i liquami abbiano finito per mandare in pressione la tubazione a monte delle pompe per fuoriuscire dai tombini che si trovano nell'alveo del fosso a qualche decina di metri dalla foce. Questo è il fatto, in piena stagione turistica. Poi c'è tutto il resto.
Le piogge abbondanti, le interferenze nella rete tra scarichi fognari e di raccolta delle acque meteoriche. E per Asa le colpe stanno in questa zona grigia, di scarichi non regolari sia pubblici che soprattutto di privati.
Manolo Morandini
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