La manifestazione
L’ospedale è in affanno volantinaggio della Cgil
Cecina, per il sindacato Fp-Cgil servono subito 5 infermieri e 5 operatori socio sanitari. Tra le criticità gli organici di ostetriche, fisioterapisti e assistenti sociali
CECINA. «Siamo al collasso, i servizi della Asl area vasta Nord ovest non possono reggere più a lungo. Il continuo definanziamento del sistema costringe a operare sotto organico». A suonare il campanello d’allarme è la segreteria provinciale del sindacato Fp-Cgil, che questa mattina sarà impegnato in un’attività di volantinaggio in contemporanea nei negli ospedali di Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio. Un modo per «chiedere l’attenzione delle istituzioni, proprio nel momento di maggiore criticità per gli organici e quindi per i servizi».
Modelli organizzativi e dotazioni organiche rispondenti alla salute dei cittadini e dei lavoratori. È in questa cornice che si inserisce l’iniziativa di Fp-Cgil. «Non è accettabile che vengano variati costantemente i rapporti tra il personale sanitario e i pazienti. Sono necessarie nuove assunzioni di personale». Nel dettaglio a Cecina, secondo le indicazioni del sindacato servono subito 5 infermieri e 5 operatori socio sanitari (Oss). Oltre al programmato «turn over, alla sostituzione delle malattie lunghe, delle aspettative e delle maternità. E devono essere ampliati con urgenza gli organici delle ostetriche, dei fisioterapisti, delle assistenti sociali e dei profili tecnici».
La fotografia della segreteria della Funzione pubblica Cgil è allarmante. «Il sistema si sta reggendo sulle spalle del personale socio sanitario e tecnico con riposi non fatti, accumulo di migliaia di giornate di ferie non godute, in violazione delle norme che impongono un intervallo minimo fra un turno e l’altro di 11 ore – affermano –. Nei periodi estivi vi è un aumento medio di accessi del 40% dovuto ai flussi turistici con un doppio effetto, si ingolfano sia i pronto soccorso che le medicine, mentre si accorpano specialistiche per recuperare forza lavoro. Il risultato è un caos organizzativo, un pessimo servizio e uno sfruttamento del lavoro non più sostenibile, se fino ad oggi si è “tenuto” grazie alla volontà dei lavoratori ora non siamo più in grado di garantire questi livelli d’assistenza se non diamo corso a nuove assunzioni».
Il piano che ha presentato l’Azienda per la segreteria Fp-Cgil «non solo è insufficiente, perché non potenzia i servizi, ma riassorbe solo parzialmente il turn over che in sanità non è strozzato dal blocco del pubblico impiego, ma questa opportunità è paradossalmente inesigibile. E questo perché hanno fatto scadere tutte le graduatorie. Senza che Estar abbia saputo programmare e fare in tempi utili i nuovi concorsi, risultato è che si potrebbe assumere alcune centinaia di professionisti ma non si sa da dove. Nel contempo si usano forme contrattuali anomale attingendo dalle agenzie interinali e utilizzando il lavoro parasubordinato».
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