Attenzione
Folli, la Voce ed il legame con Spadolini
Assegnato all’editorialista di Repubblica il premio di cultura politica. Sul palco col sindaco e Ceccuti
ROSIGNANO. Il sindaco di Rosignano Marittimo Alessandro Franchi e il presidente della Fondazione Spadolini - Nuova Antologia Cosimo Ceccuti hanno assegnato il premio Cultura politica "Giovanni Spadolini" al giornalista Stefano Folli. L'iniziativa del Comune, in collaborazione con la Fondazione fiorentina, era posta sotto l'alto patrocinio del presidente della Repubblica ed ha avuto l'epilogo due giorni fa alla Limonaia, nel parco del castello Pasquini, con la cerimonia di consegna; occasione, i 150 anni della Nuova Antologia (rassegna di lettere, scienze ed arti).
Alessandro Franchi ha inizialmente ricordato la figura di Giuseppe Danesin, recentemente scomparso, per passare poi a presentare il destinatario del riconoscimento. Formatosi, come ha ricordato il primo cittadino, nella fucina della Voce repubblicana di Ugo La Malfa, impegnandosi nel rilancio della testata con Spadolini, diventato segretario del Pri. La Voce, che Folli diresse per un decennio, non era soltanto un organo di stampa di partito, bensì il quotidiano dell'Italia della ragione. Stefano Folli accompagnò Spadolini nei mesi della guida del Paese e fu capo ufficio stampa a Palazzo Chigi nel primo governo a guida laica dell'Italia repubblicana.
Nel 1990 passò al Tempo (ne fu capo servizio) e dopo un anno il balzo al Corriere della sera, che peraltro diresse dal maggio 2003 al dicembre 2004.
Disse un giorno Giampaolo Pansa: "Per capire la situazione politica italiana leggo ogni mattina "il punto" di Stefano Folli". Attualmente l'impegno professionale di Folli a Repubblica come editorialista e la partecipazione ai dibattiti politici più seguiti in tivù sono sotto i nostri occhi, al pari del diario politico, l'appuntamento trimestrale coi lettori di Nuova antologia.
E’ stata quindi la volta di Cosimo Ceccuti, il quale si è prima unito al ricordo di Danesin, dispensando all'attenta platea analisi toccanti e con esse flash e aneddoti (“su suggerimento di Spadolini fece restaurare il monumento a Garibaldi di Vada, che volle Diego Martelli”) estesi quindi alla Nuova antologia ("Umberto Eco le dette l'ultimo suo articolo"), a Spadolini ("amabile persino nei suoi difetti") e allo stesso Folli.
Quest'ultimo si è detto onorato del “premio straordinario ricevuto nella bellissima città di Castiglioncello tanto cara a Spadolini” - con cui ebbe un primo contatto nel '76 - al professore che considerava l'attività politica strettamente legata alla cultura. Poi iter professionale (“considero La Malfa il mio primo maestro politico”), tante belle parole e riflessioni su Spadolini (“il suo dialogo con Berlinguer non è mai stato pubblicizzato”; “ha insegnato la civiltà del dialogo, del confronto”), “grande amico di Mitterand”. Per confessare infine: "Era fiorentino e per me Firenze è sempre stata la patria dell'anima".
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