Sicurezza
«Ho sentito un forte boato e ho visto due mie amiche a terra»
«Eravamo nella strada che porta alla rotonda per il Cavallino, un rettilineo di 200 metri abbastanza ben illuminato, camminavamo in fila indiana sul margine della strada, a causa delle pessime...
«Eravamo nella strada che porta alla rotonda per il Cavallino, un rettilineo di 200 metri abbastanza ben illuminato, camminavamo in fila indiana sul margine della strada, a causa delle pessime condizioni della pista ciclabile sterrata, che si trova oltre la staccionata, e per evitare dei barboni che dormivano proprio in quel punto. Mi trovavo dietro Sara finché ho sentito un forte boato e ho visto due mie amiche a terra senza conoscenza, Sara e Veronica». Così Andrea Cangiolesi ritorna a quella tragica notte. «Veronica era svenuta sul margine della strada mentre Sara era stata sbalzata al di là della staccionata e non dava segni di vita. È arrivata la prima ambulanza che ha portato via Sara e poi una seconda per Veronica, sono salito con lei. Da quel giorno abbiamo portato avanti diverse iniziative in memoria di Sara: partite di calcetto, pranzi e cene di beneficenza e molto altro, ma vogliamo sensibilizzare i giovani, raccontando la nostra esperienza nelle scuole per fare in modo che non si mettano mai alla guida in condizioni di instabilità mentale, perché oltre alla vita di un innocente, rovinano anche la propria. E vorrei – conclude – fare un appello anche agli adulti perché la maggior parte degli incidenti stradali sono causati da loro: chiunque guidi una macchina o qualsiasi altro mezzo a motore ha tra le mani un’arma mortale e deve esserne consapevole». (d.v.)
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