Il Tirreno

Ex hotel Lido, un’altra asta per vendere l’immobile

di Manolo Morandini
Una veduta dell'ex hotel Lido sul lungomare di Marina di Cecina
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Una veduta dell'ex hotel Lido sul lungomare di Marina di Cecina

L’edificio in costruzione sul lungomare di Marina è in abbandono da anni Il prezzo a cui viene proposto è sceso a un terzo del valore stimato

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CECINA. Buona l’ottava? È quello che si auspicano i tanti che vorrebbero leggere un nuovo capitolo della storia ancora senza finale dell’ex hotel Lido che doveva trasformarsi in residenza turistico alberghiera. Decifrare il futuro resta complicato. Specie dopo il tentativo di vendita all’asta, il settimo, andato deserto lo scorso 28 aprile. Eppure a settembre ci sarà un novo tentativo di vendita. I creditori hanno accolto la proposta del commercialista livornese Giulio Pierulivo, nella sua veste di curatore giudiziario dell’immobile. Vendita senza incanto con possibilità di presentare le offerte entro il 2 settembre direttamente presso lo studio del commercialista. Prezzo a base d’asta poco più di 2 milioni di euro (2.066.132,82 euro) contro i 2.754.843,75 euro chiesti al precedente tentativo di vendita. In pratica, la nuova cifra è un terzo del valore stimato dell’immobile allo stato dell’arte.

L’edificio incompiuto dall’inizio di quest’anno si presenta spoglio di palizzate e gabbie metalliche. Ma resta un cantiere, congelato dalla crisi in cui è precipitata la Maestrale Srl. La società nel 2014 era riuscita a bloccare la vendita ottenendo dal tribunale di Firenze l’ammissione al concordato preventivo, salvo poi non riuscire a presentare un progetto di ristrutturazione del debito ritenuto accettabile dai creditori, tra i quali figura anche il Comune di Cecina.

Un gigante di cemento che dalla fine del 2006, con la demolizione dell’ex hotel Lido, ha iniziato a segnare lo skyline, tra largo Cairoli e la terrazza tra i bagni Girasole e l’Armida, nel cuore di Marina di Cecina.

Il progetto approvato dal Comune di Cecina prevede la destinazione turistico ricettiva. L’orginaria struttura è stata demolita per far spazio all’edificazione di 36 unità abitative ripartite su quattro piani, suddivise in dodici camere, nove monolocali, quindici bilocali oltre a locali di servizio e accessori all’attività ricettiva, spazi comuni, un garage interrato e due fondi commerciali al piano terra.

La strada è segnata. La soluzione per gli addetti ai lavori è imposta dal mercato. Per rendere appetibile l’investimento servirebbe un cambio di destinazione d’uso da turistico ricettivo a residenziale. L’ipotesi, esclusa con fermezza dall’amministrazione comunale di Cecina, torna di attualità. Al pari del fermo no che arriva dalle stanze di via Landi. Oltretutto, il cambio di destinazione d’uso potrebbe aprire le porte a più di un contenzioso, cambiando i valori delle carte in tavola. C’è però un’ipotesi intermedia. Niente residenziale in quei quattro piani, ma il recupero di alcuni volumi dell’immobile per la realizzazione di un centro benessere che andrebbe ad arricchire e completare l’offerta turistica sul litorale di Marina di Cecina.

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