Italia
Biciclette rubate e ritrovate caccia ai ladri nel condominio
ROSIGNANO. Anche i ladri hanno un cuore? Sembra la sceneggiatura del famoso film girato da Vittorio De Sica nel lontano 1948, ma questa volta il finale è tutto a sorpresa. Infatti, mentre il povero...
ROSIGNANO. Anche i ladri hanno un cuore? Sembra la sceneggiatura del famoso film girato da Vittorio De Sica nel lontano 1948, ma questa volta il finale è tutto a sorpresa. Infatti, mentre il povero Antonio Ricci, protagonista del film, dopo varie peripezie deve rassegnarsi all'idea di aver perso per sempre la sua amata bici, per lui elemento vitale di sopravvivenza, qui in alcuni casi il maltolto viene restituito. Non si parla d’altro: «A chi sarà toccato oggi?», è il primo pensiero quando ci si sveglia al mattino.
Siamo a Rosignano Solvay, nel condominio 6 Rose, i palazzi di fronte alla nuova biblioteca comunale. Da diverse notti la zona è presa di mira da ladri che agiscono indisturbati, nonostante in alcuni casi siano stati anche intercettati dagli abitanti del condominio. Ad essere prese di mira sono le biciclette. Sono in molti che lamentano ripetuti furti, e nemmeno le pesanti catene con cui di solito vengono legate sembrano scoraggiare i ladri.
«Una mattina mi sono svegliata e non ho trovato più la mia bicicletta - racconta Nicla Sarri - e come me altri due condomini. Erano tutte parcheggiate, legate, nell'area comune condominiale. La mia poi è stata ritrovata, ancora legata, vicino alla biblioteca, insieme ad un'altra bicicletta. Abbiamo avvisato le forze dell'ordine perché non sappiamo chi sia il proprietario - aggiunge -. Una notte un signore che abita al secondo piano, svegliato dalle voci dei ladri, ha addirittura cercato di fermarli tirandogli una ciabatta! Ma questi niente, se ne sono andati con la bici sottobraccio come se niente fosse. Erano in tre».
Insomma la preoccupazione cresce tra i residenti: «C'è troppa brutta gente in giro, non ci sentiamo sicuri e controlli non se ne vedono. Basterebbe un sistema di videosorveglianza, anche perché come possiamo essere certi che questi furfanti non commettano anche altri tipi di reati?»
Silvia Quaglierini
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